«Un incubo durato nove anni Speriamo sia finita davvero»

PESCARA. «Questa è una situazione drammatica durata oltre nove anni. Ora siamo tutti con il fiato sospeso, in attesa che si concluda l’iter per ottenere i contributi».Sono le parole pronunciate dall’a...
PESCARA. «Questa è una situazione drammatica durata oltre nove anni. Ora siamo tutti con il fiato sospeso, in attesa che si concluda l’iter per ottenere i contributi».
Sono le parole pronunciate dall’avvocato Giovanni Arienzo in merito alla svolta nella vicenda del palazzo pericolante di viale D’Annunzio, cui è stato riconosciuto il nesso di causalità tra gli effetti del sisma del 2009 e l’aggravamento delle condizioni di stabilità dell’edificio. L’avvocato parla nella duplice veste di legale di alcuni condomini del palazzo e figlio della proprietaria di uno degli appartamenti sgomberati nel marzo del 2013.
Avvocato, questa vicenda sta finalmente per concludersi.
«Restiamo con il fiato sospeso, perché l’iter non si è ancora concluso. L’Ufficio tecnico per la ricostruzione non ha ancora completato l’istruttoria, anche se siamo convinti che non ci saranno sorprese».
Siamo comunque di fronte a una svolta.
«Sì, il condominio si è fatto carico di assumere una squadra di tecnici, ma è stata una vicenda molto complessa e molto contrastata che si va risolvendo. Questo grazie anche ai tecnici e all’assessore Gianni Teodoro che si è dimostrato molto competente».
I condomini saranno molto soddisfatti di ricevere il contributo.
«Sicuramente sì. Da punto di vista umano, questa vicenda ha avuto aspetti altamente drammatici. Ci sono proprietari di seconde case tra i condomini, ma anche famiglie che hanno acquistato la casa con un mutuo e che sono stati costretti a lasciarla per il rischio di instabilità».
Inizialmente, l’accesso ai fondi post terremoto era stato negato. Quando è cambiata la situazione?
«La svolta c’è stata dopo l’Accertamento tecnico preventivo che ha riconosciuto il nesso di causalità tra il sisma del 2009 e l’aggravamento delle condizioni dell’edificio. Ora serve l’istruttoria dell’Ufficio tecnico preventivo. Dopodiché, la palla passerà al Comune, che dovrà emanare un decreto da inviare all’Ufficio tecnico erariale con cui si attesterà che i condomini potranno avere accesso ai contributi».
Il contributo coprirà una parte della spesa da sostenere per la demolizione e ricostruzione?
«Sì, dovrebbe aggirarsi attorno al 50 per cento. Ma non so quale potrà essere la cifra precisa». (a.ben.)
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