Un indagato per la morte dei duemila conigli
Collecorvino, il titolare della ditta Avisan accusato di maltrattamento degli animali Ora un veterinario dovrà esaminare le carcasse per stabilire la causa dei decessi
COLLECORVINO. C’è un indagato per la morte dei duemila conigli in un allevamento di via Po a Collecorvino. Si tratta di un rappresentante dell’Avisan di Forlì, la ditta romagnola che gestiva i 5 capannoni lasciati nell’abbandono forse per 8 mesi. All’imprenditore i carabinieri del Nas e gli agenti del corpo forestale di Pescara contestano il presunto reato di maltrattamento animale con l’aggravante della morte di massa dei conigli. In base ai primi accertamenti dei veterinari della Asl, con le ipotesi già affidate agli investigatori, i conigli sarebbero morti per asfissia in quanto nei capannoni non circolava più aria. Contestata anche la violazione del Codice dell’Ambiente del 2006, per deposito incontrollato di rifiuti organici, consistenti in grandi quantità di deiezioni animali e di carcasse di conigli ormai in putrefazione, alcuni quasi mummificati.
Il caso dei conigli morti non è ancora chiuso: questa e la prossima potrebbero essere le settimane di nuovi sopralluoghi ed esami sui resti degli animali. Il pm Mirvana Di Serio potrebbe affidare a un veterinario l’incarico di eseguire accertamenti sulle carcasse per stabilire così con certezza le cause della morte. Esami che dovrebbero essere portati a termine nel giro di poco tempo per eliminare poi i resti degli animali.
Inoltre, l’indagato potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti per spiegare perché gli animali sono stati lasciati nei capannoni e perché la pulizia è cominciata ma mai finita: la pulizia dell’allevamento sarebbe cominciata tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Due ditte, contattate dall’Avisan, avrebbero avviato i primi lavori anche se la bonifica potrebbe essere stata fermata quasi subito. Durante il sopralluogo durato 10 ore, un capannone è stato trovato pulito.
In base a quanto dichiarato dal sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, il primo allarme su «un cattivo odore» nella zona risale al 27 agosto scorso intorno alle 17 quando il problema è stato segnalato da un consigliere comunale della frazione di Congiunti. Lo stesso problema è stato al centro anche di una protesta su Facebook. Il Comune si è attivato ma i primi tre sopralluoghi (27 e 28 agosto, 1° settembre) sono andati a vuoto: impossibile, senza un decreto della procura, entrare in una proprietà privata. Poi, solo l’8 settembre scorso, grazie a un’autorizzazione della procura, Nas, forestale e veterinari della Asl sono riusciti a entrare nei capannoni. In mezzo, il 7 settembre, c’è il blitz degli addetti del Dog Village di Montesilvano e di Codici che hanno mostrato le condizioni dell’allevamento. (p.l.)
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