Un ingegnere con il pallino degli oli Dop

Penne, doppio riconoscimento al Frantoio Hermes di Claudio Di Mercurio all’Abbadia di Fiastra
PENNE. Qualità e tipicità sono e restano il biglietto da visita del Frantoio Hermes di Claudio Di Mercurio, l'ingegnere di Penne col pallino degli oli monovarietali. Passione che gli è valso un doppio riconoscimento all' 11ª rassegna nazionale degli oli monovarietali, sabato scorso, all’Abbadia di Fiastra.
Il frantoio oleario di Di Mercurio è stato premiato per la produzione di due varietà autoctone di olive di nuova presentazione, Posola o Gentile di Alanno, e la più precoce Posolella, originaria del territorio di Carpineto della Nora e tra le poche varietà nazionali con sentori di frutti di bosco. Due esempi del variegato e mai abbastanza conosciuto dna olivicolo abruzzese. Un patrimonio di storia, tradizioni e pratiche agricole a cui il produttore vestino attinge a piene mani creando oli monovarietali che s’impongono all'attenzione di rassegne dedicate, superando brillantemente la rigida selezione del panel regionale Assam- Marche in questo caso.
I monovarietali dell'azienda di Penne si sono piazzati a pari merito tra il friulano Gorgazzo e il toscano Rossellino, distinguendosi sulle altre produzioni abruzzesi in rassegna (Dritta delle aziende Petrole e Orsini di Loreto Aprutino, e Persiani di Atri, Pendolino dell'azienda Monaco di Tortoreto).
Di Mercurio è ormai una presenza costante dell'appuntamento maceratese per l'alta specializzazione della sua produzione, tesa a riproporre le più tradizionali varietà di olive abruzzesi così valorizzando l'identità del territorio. Castiglionese, Carpinetana, Cucco, Gentile dell'Aquila, Dritta, Intosso, Bella di Cerignola, Picholine e la Dop Aprutino Pescarese sono i fiori all'occhiello che hanno contraddistinto con i più alti punteggi la sua produzione sulle principali guide di settore e non solo in Italia. Ricerca colturale, innovazione tecnologica e macchinari all'avanguardia sono la forza del frantoio aziendale che ha ridato nuova vita ai poderi di famiglia a Penne, Collecorvino e Moscufo.
E che Di Mercurio, affiancato dalla moglie Olga Giancaterino, porta avanti parallelamente alla sua professione di ingegnere elettronico, con la sicurezza di chi sa di disporre di una risorsa altrove irriproducibile tirandone fuori il meglio quanto a intensità di sentori e profumi. Una complessità organolettica che non passa inosservata sull'emergente e preparato mercato del Sol Levante.
Racconta lo stesso Di Mercurio: «Gli importatori hanno una conoscenza tecnica straordinaria e mostrano forte interesse per i prodotti di qualità garantita e sicura, che siano espressione della storia di generazioni di olivicoltori sul territorio. In questo siamo fortunati, perché la bellezza della nostra terra racconta delle famiglie contadine presenti da generazioni, con storia e tradizioni consolidate».
Jolanda Ferrara
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