«Un ingegnere dalle mille qualità»

Il dolore di Vicaretti e Centofanti, presidenti degli Ordini di Pescara e Chieti
BUSSI SUL TIRINO. Piero Ricci era un professionista affermato e di valore, molto impegnato all'Aquila in cantieri aperti per la ricostruzione. Aveva 49 anni ed era un ingegnere civile specializzato nella progettazione e nel calcolo delle strutture. Una delle figure più ricercate per completare correttamente le progettazioni di recupero e miglioramento sismico dopo il terremoto aquilano. La sua sede di lavoro da tempo era L'Aquila, dove dirigeva parecchi cantieri ed era consulente di imprese edilizie di rilievo. Le sue doti umane collimano con il ritratto professionale. «Un collega dalle mille qualità», commenta addolorato il presidente dell'Ordine degli ingegneri di Pescara Maurizio Vicaretti.
«Anche se non era iscritto al nostro Ordine provinciale, ho avuto modo di conoscerlo e approfondire l'amicizia con Piero in tante situazioni professionali. Era sincero, aperto, di grande umorismo e umanità. Una persona con la quale si stava bene». Ricci risultava residente a Francavilla e dunque si era iscritto all'Ordine degli ingegneri di Cheti, dove è stato anche componente del consiglio dell'Ordine per quattro anni, dal 2005 al 2009, sotto la presidenza del collega Roberto Brandi.
«Ci addolora tantissimo questa perdita. Ricci era speciale. Carattere semplice e gioviale, professionista qualificatissimo. E' stato anche direttore dei lavori della costruzione di una grossa centrale della Fater e collaborava con più aziende di grandi dimensioni. E' il percorso che spetta a ingegneri strutturisti qualificati come era lui. Non lo dimenticheremo».
Dello stesso avviso l'attuale presidente del'Ordine teatino Nicola Centofanti: «Piero, quando ci fu il terremoto a San Giuliano di Puglia, si offrì volontario per redigere progetti di recupero sismico e oggi è inserito al secondo posto di una graduatoria regionale come esperto strutturista, ciò che tutti gli ingegneri vorrebbero essere. Lascia una cicatrice indelebile nei nostri cuori». Da Francavilla, Piero Ricci si era trasferito con lo studio a Pescara dove ancora c'è la sua attività, pur avendo trasferito la residenza a Città Sant'Angelo con la moglie e un bambino di nove anni. (w.te.)
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