Un investimento da 300 milioni di euro

3 Gennaio 2017

La proposta dell’imprenditore abruzzese per la reindustrializzazione dell’area. Obiettivo 350 posti di lavoro

ROMA. Un investimento da circa 300 milioni in grado di generare, una volta a regime, 300-350 nuovi posti di lavoro. E’ questa la proposta messa sul piatto dalla Toto Holding. Che promette da subito una spinta all’occupazione grazie ai lavori di bonifica di tutta l’area in vista della futura reindustrializzazione del sito di Bussi sul Tirino. Per la verità il progetto preliminare della società è già pronto dal 2014.

Dal 2009 infatti Toto Holding aveva avviato diversi studi per la creazione di «un impianto industriale di ultimissima generazione per la produzione del cemento».

Un’iniziativa che la società ritiene tuttora attuale sia dal punto di vista tecnico che finanziario. Anche se nel frattempo, dopo l’iniziale interesse dimostrato dalle autorità istituzionali e politiche «non è stato possibile concludere l'iter avviato». Ma di che si tratta? Principalmente di un opificio che potrebbe sorgere su una vasta area in prevalenza di proprietà Solvay. In particolare quella a monte della linea ferroviaria Pescara-Sulmona e nell’altra più a nord dove sorgono le discariche da bonificare e oggetto del bando di gara contestato (vedi articolo nella pagina accanto). Più altre opere accessorie che potrebbero coinvolgere il sito dove si trova la discarica Tremonti di proprietà Edison ma «solo una volta che sia completamente bonificata».

La società promette inoltre la rinaturalizzazione anche delle aree sfruttate per l’estrazione della materia prima «alla cui esecuzione potranno collaborare il Corpo forestale, Università e associazioni ambientaliste anche per la successiva fase della gestione naturalistica».

Il progetto coinvolge anche le concessioni idroelettriche già presenti nel sito. E la logistica, specie per quel che riguarda le opere da realizzare sul sito di Bussi Officine in posizione strategica per la vicinanza alla A25, alla stazione ferroviaria e alla statale Tiburtina Valeria.

Nel progetto preliminare presentato da Toto Holding si evince che la società ha inteso accertare in proprio l’effettivo stato di compromissione del sito «desiderando assicurarsi circa la fattibilità, consistenza e costo degli interventi di bonifica definitiva, tali da consentire la restituzione agli usi legittimi dell’area». E per questo ha commissionato nell’autunno del 2012 all’Università La Sapienza uno studio di fattibilità propedeutico alla predisposizione di un progetto di bonifica. All’esito del quale si è ritenuto possibile l’intervento e a costi accettabili.

Ma poi il dialogo istituzionale che aveva portato la società ad aderire nel 2011 alla manifestazione d'interesse avviata dal comune di Bussi si è incrinato. Toto Holding non ha desistito dovendo però rilevare - si legge sempre nel progetto presentato nel 2014 - «una incomprensibile e precostituita avversione per il progetto, diversamente valutato e appoggiato dalla precedente amministrazione».

Ora Toto Holding è tornata a farsi sotto specie con il ministero dell'Ambiente visto «lo stallo delle procedure attivate per la bonifica e la reindustrializzazione» del sito dismesso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA