Un malato oncologico: fatemi fare il vaccino antinfluenzale
PESCARA. L’assenza di dosi per il vaccino antinfluenzale si fa sentire e crea difficoltà anche ai malati oncologici. Ne sa qualcosa G.F., 50enne pescarese che rientra tra le categorie a rischio e che...
PESCARA. L’assenza di dosi per il vaccino antinfluenzale si fa sentire e crea difficoltà anche ai malati oncologici. Ne sa qualcosa G.F., 50enne pescarese che rientra tra le categorie a rischio e che sta attraversando una vera e propria odissea, nonostante che la vaccinazione per lui sia fortemente raccomandata. «Mi sono rivolto anche ad amici che fanno gli informatori farmaceutici», racconta G.F., «ma sembra che non ci sia proprio nulla da fare. Eppure, dovrei essere uno dei primi a ricevere il vaccino, vista la mia situazione: un linfoma mi ha portato una piccola occlusione polmonare, e per questo sia lo pneumologo sia l’ematologo mi hanno detto di fare due vaccini, quello antinfluenzale e quello della polmonite. Ma finora non è stato possibile, nonostante l’interessamento del mio medico curante». Anche il medico del 50enne aveva tra l’altro avuto rassicurazioni sul fatto che le dosi per i pazienti “sensibili” sarebbero state disponibili. «Gli sono arrivate le prime dosi e le ha somministrate ad alcuni mutuati più anziani, convinto che presto ne avrebbe avuto altre», riferisce G.F., «ma purtroppo a quella prima comunicazione ne è seguita una seconda, nella quale si diceva che quel secondo stock non sarebbe arrivato. Non solo, non è stata neanche fissata una nuova scadenza». La Asl sta sollecitando di continuo le ditte fornitrici, ma il problema è nazionale. Di qui la ricerca in proprio iniziata dal 50enne, che ha chiesto un po’ a tutti: «Mi sono rivolto ad amici e conoscenti che fanno i farmacisti o gli informatori farmaceutici, anche fuori Pescara, ma la risposta è stata sempre la stessa: vaccini impossibili da trovare, sia l’antinfluenzale sia quello per la polmonite, nonostante la mia situazione e le raccomandazioni dei medici». G.F. ha provato anche a rivolgersi direttamente alla Asl, ma il surplus di chiamate dei cittadini ha reso impossibile prendere la linea: «Il risultato è che a oggi non ho alcuna certezza sulla possibilità di fare questi vaccini. Per non parlare di alcune risposte ricevute in questo continuo chiedere informazioni: addirittura c’è stato chi mi ha risposto che, siccome per lavoro giro in tre diverse regioni, dovevo provare a fermarmi in ogni farmacia dei posti in cui passavo, fino a quando non avrei trovato questo benedetto vaccino: come se una vaccinazione raccomandata fosse una sorta di terno al Lotto».
Andrea Rapino

