Un medico al posto di 7 che se ne vanno Ospedale in affanno

Personale all’osso tra pensionamenti, concorsi e maternità Nicola Spoltore: «All’assessore Verì chiediamo garanzie»
PENNE. L’area medica dell’ospedale San Massimo di Penne vive una forte emergenza di personale. Una carenza dettata da pensionamenti e trasferimenti in altri presidi sanitari e da rimpiazzi che tardano e faticano a essere inseriti. Sia Medicina 1 che Medicina 2, vale a dire l’ex reparto di Geriatria, soppresso e accorpato a Medicina, si trovano con pochi medici per turni estenuanti. A fronte delle uscite dei dottori Angelo Vacri (pensione), Mario Verri (pensione), più Noemi Ferrante, Ada Maria Di Tullio, Roberta Tavani, Monica Di Lanzo, che hanno vinto il concorso altrove, e la dottoressa Martina Balducci che è in maternità, c’è stato il solo inserimento del dottor Lorenzo Di Pizio. Se a tutto ciò si aggiunge che anche il sindaco di Penne, Mario Semproni, colonna del reparto di geriatria del San Massimo e oggi parte dell’équipe di Medicina, nel 2020 andrà in pensione, ecco che la situazione si fa spinosa. «Le cose non vanno bene», commenta il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore. «Noi chiediamo che il San Massimo di Penne torni a essere ospedale di base, proprio perché non possiamo dipendere dalle lune di qualche primario di Pescara. L’ultimo episodio», racconta il dottor Spoltore, «si è verificato con due dottoresse assunte per un anno per supportare il dottor Vizioli a Penne, nell’Unità operativa semplice dipartimentale di Ostetricia Ginecologia week surgery. Ma da voci interne risulta che sarebbero già destinate al reparto di Pescara».
Attualmente l’area medica del San Massimo conta solo sui medici Dante Orlando, Guido Delle Monache, Alessia Memmi, Isabella Di Zio e Lorenzo Di Pizio. Un’équipe esigua per far fronte a tutte le difficoltà e garantire l’assistenza e l’operatività in sicurezza agli oltre 40 pazienti dell’area medica, più i 7-8 arrivi quotidiani dell’area chirurgica, con lo stesso day hospital di medicina che rischia di chiudere definitivamente. Anche il personale infermieristico non è dei più completi nel reparto di Medicina. Il primo gennaio si sono registrate 4 uscite e solo 2 inserimenti. «A breve, forse già venerdì prossimo, avremo un nuovo confronto con l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì. Chiederemo la presenza anche del governatore. Ci dovranno dare delle risposte chiare, altrimenti ripartiremo con la protesta e questa volta sarà ancor più dura rispetto a quella che mettemmo in atto nei confronti del passato governo regionale. Di certo non guarderemo il colore politico. Se non ci daranno le garanzie che le cose cambieranno, con atti concreti, torneremo in piazza coinvolgendo tutto il popolo vestino. Non possono pensare di prenderci ancora per i fondelli. Non accetteremo più passivamente gli accanimenti nei confronti dell’ospedale del popolo vestino. Siamo stufi ed indignati», conclude il presidente dell’associazione di protesta, Spoltore. In attesa che il tavolo di monitoraggio si esprima sul passaggio del San Massimo da ospedale d’area disagiata a ospedale di base, l’ospedale di Penne ha comunque bisogno delle risorse mediche e infermieristiche per poter andare avanti.
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