Un muro di trecento emendamenti E la discussione in aula slitta al 20

2 Febbraio 2017

PESCARA. In commissione Affari sociali sono riprese le votazioni degli emendamenti (poco meno di 300, segnalati dai gruppi tra gli oltre 3mila originari) al testo unificato sul testamento biologico,...

PESCARA. In commissione Affari sociali sono riprese le votazioni degli emendamenti (poco meno di 300, segnalati dai gruppi tra gli oltre 3mila originari) al testo unificato sul testamento biologico, iniziate a fatica la scorsa settimana per l’ostruzionismo dei gruppi centristi Ncd e Lega Nord. In sette ore di dibattito ne sono stati esaminati appena una quarantina. Si riparte da quelli riformulati dalla relatrice Donata Lenzi (Pd) che specificano che il consenso ai trattamenti sanitari di una persona impossibilitata a scrivere può essere raccolto «attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano alla persona con disabilità di comunicare». Nel frattempo, l’approdo in aula del provvedimento è stato spostato al 20 febbraio (originariamente era previsto per il 30 gennaio).

Il numero degli emendamenti pare destinato a crescere da parte degli altri componenti cattolici della commissione. Dovrà esserci un lungo e faticoso lavoro di mediazione per arrivare ad un testo unificato frutto di una sintesi. Ed evitare che il testo non trovi la votazione neanche con questo governo. La maggioranza c’è: sono favorevoli Pd, M5s, Sel e Scelta Civica. ma la legislatura è alla fine.

Sulle Dat – Disposizioni anticipate di trattamento per cui ogni maggiorenne può esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali – contenute nel dispositivo e revocabili e modificabili in ogni momento della propria vita, si concentrano molti degli emendamenti presentati. Ad esempio, secondo il deputato del gruppo Democrazia Solidale-Centro Democratico Gian Luigi Gigli, «il consenso informato in medicina deve poter maturare sulla relazione di cura. Non può essere il contrario, come il testo unificato sulle Dat invece prevede».

Altro punto delicato riguarda l’inserimento nel testo un riferimento su i principi di tutela della vita. Per i 5 Stelle l’aggiunta di questa frase appare più che sospetta. «Speriamo di sbagliarci, ma questo ci sembra un segnale politico del Pd verso il centrodestra e per cercare di imbonirsi quella parte politica attraverso elementi che rendano la legge meno definita e, dunque, suscettibile di diverse interpretazioni».

Daniela Peca