Un museo dell’informatica nell’ex fabbrica di tapparelle

Iacobone, del gruppo Micso, svela come trasformerà l’area appena comprata dalla Provincia in via Breviglieri: «Ristrutturazione di alto livello, con un parco»
PESCARA. Un investimento tra i 4 e 5 milioni di euro. Per veder risorgere e trasformare un angolo della città vicino alla Tiburtina, in via Breviglieri, che oggi è solo di passaggio e che potrebbe diventare un punto di riferimento, con il museo dell’informatica. Riccardo Iacobone, Ceo del gruppo Micso, svela come sta portando avanti il progetto che riguarda l’area ex Napolplast, appena acquistata dalla Provincia di Pescara a un milione e centomila euro.
Iacobone risponde al Centro dalla Cina, dove si sta occupando da giorni del coordinamento del padiglione Italia della fiera “QWine”. Già, perché questo imprenditore non si occupa solo di informatica, con la Micso, un’azienda nata 33 anni fa e diventata un nome in questo settore, ma è anche colui che ha creato il marchio Rosarubra (la tenuta – biodinamica - si trova a Pietranico) e poi Torri Cantine (a Teramo). Ed è editore di Wine Channel.
Che tipo di progetto volete realizzare negli spazi dell'ex fabbrica di tapparelle Napolplast?
Lì sorgerà la sede delle aziende del gruppo Micso. Sarà effettuata una ristrutturazione di alto livello architettonico e l’edificio che creeremo in via Breviglieri sarà di grande impatto. Diventerà un polo di alta tecnologia, con la Micso. Una parte restante, un loft, sarà data in locazione e l’idea è di rivolgerci preferibilmente ad altre imprese ad alto contenuto tecnologico, come la nostra. È nostra intenzione creare, all’interno di questi spazi, un museo dell’informatica e anche un parco. Un luogo aperto al pubblico e quindi rivolto anche ai giovani.
Come mai avete scelto una zona periferica della città?
In realtà c’erano anche altre opportunità e quindi aree alternative. Ma abbiamo scelto via Breviglieri perché abbiamo preferito puntare sulla zona dove è nato tutto, per Micso, e dove si trova la nostra sede attuale, in via Tiburtina.
Quale investimento sarà realizzato?
L’importo va dai 4 ai 5 milioni di euro.
Sono previsti nuovi posti di lavoro?
Certo. Il nostro gruppo assume in media tre persone ogni anno che si aggiungono all’organico esistente. La ricaduta occupazionale che ci sarà è legata anche all’avvio di un grande progetto di fornitura nazionale di connessione a fibra ottica STTH che prevede l’apertura di 500 sedi in tutta Italia. Un progetto che sta realizzando Micso e i cui effetti in termini occupazionali si avvertiranno a Pescara ma anche nel resto del Paese.
Si possono ipotizzare dei tempi per questo progetto, anche se solo in maniera orientativa?
L’ideale sarebbe cominciare subito. Mi auguro che non ci saranno ostacoli dal punto di vista burocratico perché un’operazione come questa produce effetti positivi che si riverberano su tutta la città.
Ci dice qualcosa sulle peculiarità dell’iniziativa? Cioè, come si distingue rispetto a iniziative simili?
Io vedo questo progetto come qualcosa di unico. Un intervento di recupero di tipo post industriale.
Il rendering?
C’è già. Ma per ora è top secret.
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