Un’odissea cominciata 5 mesi fa

9 Dicembre 2020

Dalle richieste di anticipare la campagna alle minacce dei pazienti

PESCARA. Cinque mesi fa, a luglio, i medici di base chiedono all'assessorato alla Sanità della Regione di avviare la campagna vaccinale a ottobre. Siamo a dicembre e i vaccini non ci sono per tutti, ma i ritardi vanno addebitati, come hanno spiegato anche dalla Regione, alle aziende produttrici che stanno consegnando in ritardo alle Asl. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici di base, Franco Pagano (Fimmg), Nicola Grimaldi (Snami) e Silvio Basile (Smi), ripercorrono le tappe di questa odissea che sta mandando su tutte le furie i pazienti e destabilizzando il cronoprogramma dei lavori della medicina territoriale. Il 13 luglio scorso i sindacati chiedono «via mail all'assessore alla Salute Nicoletta Verì di iniziare a ottobre la campagna vaccinale e un incontro per discutere le modalità organizzative sulla sicurezza e il distanziamento». Il 26 agosto l'invito delle organizzazioni di categoria è esteso anche al direttore del dipartimento Salute Claudio D'Amario. A fine settembre, Verì e D'Amario convocano le associazioni che vengono rassicurate sul fatto che «nell'immediato vi sarebbe stata una prima distribuzione a cui ne sarebbe seguita un'altra, il 15 ottobre». Come promesso da Verì e D'Amario, i primi quantitativi di Fluental cominciano ad arrivare e i medici avviano la somministrazione ai pazienti ai primi di ottobre. «Fiduciosi e rassicurati dalle parole dei vertici regionali» i medici «esortano i pazienti ad aderire alla campagna pubblicizzata sui manifesti». Ma «al posto di una successiva distribuzione, ci veniva comunicato che i vaccini non erano più disponibili».
Da quel momento i medici di famiglia vengono subissati di richieste e minacce da parte dei pazienti, che proseguono ancora oggi. Arriviamo a metà novembre quando «le Asl riprendono l'erogazione di quantitativi ridotti di vaccini, 20-30 dosi a medico». Poi più nulla. Il 4 dicembre i sindacati incontrano i vertici istituzionali in remoto, ma a causa di disguidi tecnici e ritardi dei partecipanti, la conferenza viene rinviata a domani, ma la presenza dei medici di base è annullata. (c.co.)