Un palaesposizioni nell’area di risulta

I consiglieri del Pd chiedono al sindaco di realizzare una struttura culturale nel parco centrale. Domani la proposta in aula
PESCARA. Un grande parco e i parcheggi sotterranei e a silos non bastano per riqualificare le aree di risulta. Nei 13 ettari dell’ex stazione centrale dovrebbe sorgere anche una struttura plurifunzionale per la cultura e gli spettacoli «in grado di attrarre e di alimentare la vita della comunità». Struttura che potrebbe avere le sembianze non tanto di un teatro, quanto di un palazzo delle esposizioni simile a quello che si trova a Roma, in via Nazionale. È quanto sostengono i consiglieri comunali del Pd che lanciano una proposta al sindaco Alessandrini proprio alla vigilia della seduta del consiglio in cui sarà in discussione il progetto preliminare per la riqualificazione delle aree di risulta.
IL DOCUMENTO. Il capogruppo Marco Presutti e i consiglieri Emilio Longhi, Maria Ida D’Antonio, Piero Giampietro, Tonino Natarelli e Pierpaolo Zuccarini hanno firmato un documento che contiene i motivi di questa proposta e anche un appello alla Fondazione PescarAbruzzo affinché raccolga la sfida finanziando l’opera. Per questo domani, durante la seduta del consiglio in cui si discuterà della riqualificazione delle aree di risulta, presenteranno un ordine del giorno da far approvare dall’aula con l’obiettivo di integrare con la nuova proposta il progetto già elaborato dagli uffici comunali.
I VECCHI PROGETTI. Insomma, si torna a parlare dopo anni di una struttura culturale nelle aree di risulta. Soluzione abbandonata dall’attuale amministrazione comunale, che ha preferito puntare per la riqualificazione dei 13 ettari su un grande parco centrale, sui parcheggi a silos e interrati, su due edifici a nord e a sud con spazi commerciali e residenziali e su un terminal per gli autobus interrato.
L’idea di realizzare uno spazio culturale nelle aree di risulta risale a tanti anni fa, addirittura all’epoca della giunta Pace. Nel 2002, vennero presentati due progetti. Il secondo, quello elaborato dall’architetto Rodrigo Fradeani e fortemente caldeggiato dagli esponenti di Alleanza nazionale, prevedeva anche un teatro. L’amministrazione successiva, guidata dall’allora sindaco Luciano D’Alfonso, presentò nel 2005 un nuovo progetto, elaborato dall’architetto Antonio Monestiroli vincitore del concorso di idee, che indicava tra le opere da realizzare anche una mediateca. Nel 2008, la Fondazione PescarAbruzzo pubblicò sul suo sito Internet il progetto di un teatro da realizzare nelle aree di risulta con i finanziamenti della stessa Fondazione. Ma non se ne fece nulla.
Nel 2013, l’amministrazione di centrodestra presentò l’ennesimo progetto per le aree di risulta che prevedeva anche un teatro. L’allora sindaco Luigi Albore Mascia propose un archistar per disegnare l’opera. Nel gennaio di quell’anno si recò a Roma per incontrare l’architetto Massimiliano Fuksas con l’idea di affidargli l’incarico. Anche questo obiettivo fallì.
SPAZIO ALLA CULTURA. Nel documento, i consiglieri del Pd spiegano il perché di questa proposta. «Portiamo finalmente in consiglio comunale la delibera sulla riqualificazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria dopo decenni di dibattiti, ma di sostanziale inconcludenza», si legge, «è un grande momento per il futuro di Pescara che può essere ancora più interessante se nuove opportunità si aggiungono a quelle offerte dal nostro progetto “Il parco centrale”». «Questo potenziale», spiegano i consiglieri, «può e deve essere arricchito puntando su ulteriori funzioni su cui il progetto preliminare dà indirizzi di massima, ma che devono incontrare la fantasia e la voglia di contribuire e di fare dei soggetti che senza dubbio hanno la possibilità, se non il dovere, di realizzare operazioni di filantropia comunitaria. Sostiene l’architetto svizzero Bernard Tschumi, progettista del Parc de la Villette, di Parigi, che i parchi sono ormai parte del contesto urbano e che “le loro funzioni debbano basarsi sulla cultura, l’educazione e divertimento e non più su un’utilizzazione puramente estetica e passiva”. Questo ci appare come la strada obbligata da perseguire, per una città che aspiri non solo a rigenerare la sua principale zona d’accesso al centro urbano, ma a realizzare un cuore pulsante in grado di attrarre e di alimentare la vita della comunità».
APPELLO ALLA FONDAZIONE. «Sulla base di questo principio», sottolineano gli esponenti della maggioranza, «occorre che proprio dal privato non profit vengano lo stimolo e la disponibilità ad attuare questa evidente vocazione del parco centrale». «Noi», concludono, «vediamo un solo soggetto in grado di raccogliere una sfida così decisiva e ambiziosa: la Fondazione PescarAbruzzo, che persegue scopi di utilità sociale nelle attività e nei beni culturali. Le idee e la forza della Fondazione daranno il migliore completamento al progetto che la nostra amministrazione sta portando avanti: un grande spazio plurifunzionale per lo spettacolo e la cultura nel parco centrale».
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