Un Palatenda nell’area dell’ex Cofa

17 Aprile 2018

L’assessore Cuzzi lavora al progetto di una struttura con 9000 posti per ospitare eventi anche d’inverno. Costo: un milione

PESCARA. Realizzare a Pescara un Palatenda da 9000 posti, nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo, sul lungomare sud, la stessa che ha già ospitato alcune manifestazioni di rilievo, dai concerti al festival Funambolika passando per i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia, solo per fare alcuni esempi. È l’idea su cui sta lavorando l’assessore comunale Giacomo Cuzzi che prende spunto da un intervento del genere già realizzato a Padova, con le spese sostenute dai privati.
Il Palatenda a cui pensa Cuzzi potrebbe «ospitare grandi manifestazioni ed eventi anche nei mesi invernali, dai concerti ai convegni. Una struttura del genere, chiusa, non esiste né a Pescara né nell’hinterland per cui questo territorio si preclude una serie di possibilità». Nessun dubbio, per Cuzzi, che la «location ottimale» sia «l'area Cofa che in questi anni ha già ospitato attrazioni e manifestazioni importanti, dopo la bonifica effettuata dalla Regione e dal Comune». L’assessore non si è fermato ad immaginare il Palatenda, ma si è già attivato per individuare le fonti di finanziamento, visto che serve una cifra compresa tra «un milione e un milione e mezzo di euro». «Si può pensare al leasing», dice, «ma anche a finanziamenti privati» e comunque «ci stiamo lavorando».
Il Palatenda, che sarebbe una struttura «removibile e modulabile, diversa e più snella rispetto al Palaeventi», si inserirebbe in un contesto più ampio, dice sempre Cuzzi. «L'idea è di mettere a sistema la riviera sud» creando un collegamento tra «i suoi elementi distintivi e cioè il teatro D'annunzio e il Flaiano, l'area Cofa con il Palatenda, il porto turistico (coinvolgendo la Camera di Commercio), il nuovo porto, la cui riqualificazione è già partita, il ponte del mare e l'inizio del lungomare nord, con l'Arena del Mare per i grandi concerti estivi e le manifestazioni sportive. E poi ancora il Museo del Mare, il miglio zero con lo street food del pesce sulle banchine, l'ex Fea e la ridefinizione delle aree mercatali», per i quali c’è ancora molto da fare.
Cuzzi pensa, cioè, a «un distretto turistico-culturale» sul quale, di fatto, qualcosa si ta già muovendo. E il riferimento è ai lavori sulla riviera sud, al nuovo porto, ai fondi stanziati per il Museo del Mare. In prospettiva l’assessore punta a «sistema urbano unitario e riconoscibile dedicato al turismo e alla cultura in cui mettere in relazione tutti i servizi oggi esistenti, quelli da ristrutturare e quelli nuovi da immaginare nei diversi punti di raccordo». Riuscire in un’impresa del genere vorrebbe dire offrire risposte «alle migliaia di utenti (ben superiori agli abitanti anagrafici della città) che ogni estate, ogni fine settimana, scelgono le strutture commerciali, turistiche e culturali di Pescara per godere del proprio tempo libero e di servizi di scala, ma anche ridare forza e valore alla città lineare di mare che Pescara è sempre stata nell’immaginario di tutto il centro Italia».
Lanciando l’idea Cuzzi si augura che il Palatenda «diventi realtà nel breve periodo. Lavoriamo su questo obiettivo e iniziamo ad immaginare, progettare e trovare ulteriori spazi economici per lo sviluppo del distretto turistico-culturale. Un'opportunità straordinaria per Pescara e per l'area metropolitana» che non dispongono di una struttura come il Palatenda ma che vogliono puntare sugli eventi. (e.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .