Un piano per i lavoratori della Ico «Un anno di cassa integrazione»

Dopo l’interruzione della produzione, Cgil, Cisl e Uil puntano a prolungare l’ammortizzatore sociale L’8 febbraio incontro al ministero per l’accordo. E per il futuro chiedono di ricollocare il personale
ALANNO. Si apre la prospettiva di un altro anno di cassa integrazione per i lavoratori della Ico di Alanno, la cui attività è ferma. Se ne parlerà l’8 febbraio nel corso di un incontro al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Sono stati invitati a partecipare l’azienda, Confindustria Chieti-Pescara, Regione Abruzzo e sindacati, vale a dire Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, rappresentate rispettivamente da Guido Cupido, Antonio De Simone e Emidio Falleroni. La speranza è quella di accedere alla cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione dell’attività di questo sito (si occupava di carta monouso), dopo l’annuncio di chiusura dello stabilimento arrivato a fine agosto 2022 dall’azienda per via dei costi di produzione troppo alti. Ma, in attesa del via libera agli ammortizzatori sociali, i sindacati puntano anche a raggiungere un altro obiettivo, vale a dire il riassorbimento dei lavoratori in altre sedi.
«Inizialmente i licenziamenti collettivi sono stati scongiurati con il ricorso alla cassa integrazione per le aziende in crisi energivora e così si è arrivati fino alla fine dell’anno scorso», ricordano i sindacalisti Cupido e Falleroni. «Poi, non essendo state annunciate delle proroghe per il finanziamento della cassa integrazione, sono state riaperte le procedure di licenziamento. Abbiamo chiesto un incontro conoscitivo al ministero, i primi di gennaio, e ci hanno confermato che nella legge di bilancio è stata rifinanziata la cassa integrazione per le aziende in chiusura», proseguono, «per cui siamo arrivati alla richieste di incontro in sede ministeriale», ed è quello fissato per l’8 febbraio, «per un accordo». Intanto i rappresentanti sindacali hanno lavorato anche per raggiungere un’intesa importante con la Ico e cioè destinare i lavoratori ad altre sedi (Pianella, San Giovanni Teatino e Foggia), riassorbendoli. La disponibilità dell’azienda a una quota di riconversione è stata già incassata dai sindacati che però puntano a raggiungere un’intesa per tutti i lavoratori, tenendo conto che per alcuni si può pensare a un esodo incentivato, con l’accompagnamento alla pensione.
«Ci aspettiamo e speriamo», dicono, «che l’azienda abbia la volontà di riconvertire queste persone e crediamo che, una volta ottenuto il via libera alla cassa integrazione, che comunque rappresenta una buona notizia, questo tempo non debba trascorrere inutilmente. In questi 12 mesi va trovata un’alternativa, per dare un futuro occupazionale ai lavoratori».
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