Un piano verde contro i crolli degli alberi
Un piano verde che preveda la sostituzione dei pini e la piantumazione di specie arboree compatibili con il suolo, il clima e l’ambiente urbano. È la richiesta avanzata all’amministrazione comunale...
Un piano verde che preveda la sostituzione dei pini e la piantumazione di specie arboree compatibili con il suolo, il clima e l’ambiente urbano.
È la richiesta avanzata all’amministrazione comunale da Matteo Colarossi, presidente dell’Ordine provinciale degli agronomi e e forestali. La riflessione parte dai «recenti eventi meteorologici, grandinate, allagamenti e crolli di alberi», spiega Colarossi, «che hanno creato numerosi danni in città e aree limitrofe. È chiaro che la fenomenologia è divenuta sempre più importante a causa dell’enorme energia messa in gioco in atmosfera in occasione di ondate di caldo intense che vengono sostituite da fronti accompagnati da elevato livello termico, con i risultati che sappiamo». Ma «se sul meteo possiamo fare poco, diverso» analizza il dottore forestale, «è l’assetto idrogeologico e le condizioni delle alberature cittadine. Nel primo caso c’è bisogno di urgente pulizia ai canali di scolo, nel secondo, soprattutto per i pini domestici e d’aleppo, si deve attuare un grande piano di sostituzione con latifoglie temperate (acero, castagno, faggio, frassino, olmo, pioppo, tiglio). La falda acquifera e marina, elevata con radici dei soli pini, superficiali, che non si ancorano al suolo e necrotizzano per eccesso d’acqua, predispongono al ribaltamento degli alberi». Ecco perché, conclude Colarossi, «Pescara ha bisogno di un piano verde».
È la richiesta avanzata all’amministrazione comunale da Matteo Colarossi, presidente dell’Ordine provinciale degli agronomi e e forestali. La riflessione parte dai «recenti eventi meteorologici, grandinate, allagamenti e crolli di alberi», spiega Colarossi, «che hanno creato numerosi danni in città e aree limitrofe. È chiaro che la fenomenologia è divenuta sempre più importante a causa dell’enorme energia messa in gioco in atmosfera in occasione di ondate di caldo intense che vengono sostituite da fronti accompagnati da elevato livello termico, con i risultati che sappiamo». Ma «se sul meteo possiamo fare poco, diverso» analizza il dottore forestale, «è l’assetto idrogeologico e le condizioni delle alberature cittadine. Nel primo caso c’è bisogno di urgente pulizia ai canali di scolo, nel secondo, soprattutto per i pini domestici e d’aleppo, si deve attuare un grande piano di sostituzione con latifoglie temperate (acero, castagno, faggio, frassino, olmo, pioppo, tiglio). La falda acquifera e marina, elevata con radici dei soli pini, superficiali, che non si ancorano al suolo e necrotizzano per eccesso d’acqua, predispongono al ribaltamento degli alberi». Ecco perché, conclude Colarossi, «Pescara ha bisogno di un piano verde».

