Un polo scientifico nel liceo Classico

18 Ottobre 2016

Un prof del da Vinci: il trasloco nell’edificio di via Venezia copre deficit d’iscrizioni

PESCARA. Un polo scientifico nel liceo classico D'Annunzio. E' l'ipotesi alla base della quale sarebbe stato attuato il trasferimento dei 250 studenti del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Colle Marino nella sede di via Venezia, provenienti dalla struttura scolastica di Via Vespucci, aperta una decina di anni fa e chiusa per mancanza di finanziamenti per gli affitti. Il bisbiglio circola nell'ambiente scolastico, ma si assume la responsabilità di dirlo ad alta voce il professore di educazione fisica Massimo Di Pietrantonio, impegnato da alcune settimane nell'istituto diretto dalla preside Donatella D'Amico: «L'istituzione di un polo scientifico nel liceo classico potrebbe essere una soluzione per rimpinguare le iscrizioni annuali mancanti», ipotizza il docente, «ma questo provvedimento, se si rivelasse reale nel tempo, creerebbe una perdita di identità della filosofia del liceo scientifico anche per quanto riguarda il nome». A seguito di un accorpamento, di una sorta di creazione di comprensivo, secondo Di Pietrantonio, cadrebbe la dicitura "Da Vinci" per essere "risucchiata"«in quella del D'Annunzio. In questo modo, la struttura scolastica prenderebbe, sempre per ipotesi, la denominazione di «liceo classico e scientifico D'Annunzio». Di Pietrantonio, inoltre, ieri, durante la protesta degli studenti del da Vinci davanti alla sede della Provincia, ha contestato l'esclusione di docenti e genitori dalla riunione con il presidente Antonio Di Marco.

«E' stato un provvedimento oscurantista, il presidente non può scegliersi gli interlocutori», ha lamentato il prof,«i ragazzi , malgrado le loro fragilità relative all'età, oggi si sono mostrati ineccepibili e hanno dato prova di grande maturità. Respingere genitori e docenti è stato un chiaro intento di disgregazione». Un «plauso all'atteggiamento maturo» di cui hanno dato prova gli studenti contestatori, arriva anche da Antonio Matarazzi, artista e docente di storia dell'arte, che denuncia la situazione insostenibile nelle aule del Classico: «Apprezziamo l'ospitalità, ma siamo stati costretti persino a chiudere i computer in cassaforte perché per noi sono preziosi». (c.c.)