Un rebus i funerali dei polacchi ammazzati

Lunedì arriva in città il familiare di Arkadiusz e Krystyna, uccisi domenica Le salme potrebbero essere riportate in Polonia, ma i costi sono elevati
PESCARA. Arriverà a Pescara lunedì uno dei figli di Krystyna Miksza, la donna polacca di 53 anni, residente a Pescara, uccisa brutalmente domenica nella mansarda di via Tibullo 25 insieme a un altro dei suoi figli, Arkadiusz, detto Arka, di 22 anni. L’intenzione dei familiari, raggiunti in Polonia dalla notizia del tragico duplice omicidio che si è consumato a Porta Nuova, sarebbe quella di portare le salme nel paese di origine, per provvedere alla sepoltura dei corpi a poca distanza da quella che è stata la loro casa. Ma la procedura da seguire è ancora tutta da definire, anche perché le spese da sostenere potrebbero essere elevate e, forse, non alla portata di questa famiglia, che in passato sarebbe stata costretta a separarsi con la speranza, la stessa che accompagna molti emigrati, di trovare delle condizioni di vita migliori in Italia.
Krystyna, sempre molto impegnata ad aiutare i figli anche dal punto di vista economico, aveva lasciato la Polonia nel 2005 e si occupava di fare le pulizie, mentre Arka aveva lavorato come muratore, esattamente come un altro figlio della donna, quello atteso in città nei prossimi giorni. Per lui, però, la permanenza in Italia si è interrotta, e il ragazzo ha scelto di tornare in Polonia.
Nel momento in cui ha saputo del duplice omicidio, si è organizzato per raggiungere Pescara e si è anche messo in contatto con l’ambasciata, per capire il da farsi e valutare le pratiche a cui assolvere per far tornare in Polonia i suoi cari.
Le salme, dopo l’autopsia dei giorni scorsi, restano dunque all’obitorio di Pescara e così sarà anche nei prossimi giorni, fino a quando non sarà definito il percorso per rendere possibile il trasferimento in Polonia.
Ieri, intanto, il Comune si è messo in contatto con il figlio di Krystyna e fratello di Arka, per annunciare che non farà mancare il proprio aiuto alla famiglia, in questo momento.
Proprio il Comune potrebbe essere chiamato a sostenere le spese della sepoltura delle salme, nel caso in cui dovesse avvenire in città e nell’ipotesi in cui nessuno avesse la possibilità di provvedere. Ma questo aspetto è ancora tutto da verificare.
Aspetti burocratici inevitabili che fanno solo da contorno alla fine drammatica dei due, trovati in un mare di sangue mentre il giovane accusato di averli uccisi a coltellate, l’ucraino Maksym Chernysh, si nascondeva a poca distanza da via Tibullo.
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