Un reddito d’emergenza e i bonus affitti più ampi

3 Aprile 2020

La manovra a cui il governo Conte sta lavorando in vista del decreto di aprile Sostegno a partite Iva e autonomi a 800 euro, possibile lo sblocca cantieri

PESCARA. L’ultimo vertice negli uffici del ministero dell’Economia è servito a elaborare le prime misure per il mese di aprile a sostegno di famiglie, lavoratori, autonomi e imprese. Un pacchetto che nelle prossime ore sarà reso pubblico, con la firma del nuovo e atteso decreto.
OBBLIGHI FISCALI. Il governo intende rafforzare il capitolo delle sospensioni degli adempimenti e dei versamenti fiscali, con l’estensione alle scadenze di aprile e maggio, Iva trimestrale inclusa. Tra le novità in arrivo c’è la sospensione degli avvisi bonari.
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA. Altra deroga in arrivo, già annunciata nelle risposte ai quesiti più ricorrenti pubblicate sul sito del ministero dell’Economia, è quella del bonus prima casa. In sostanza, come anticipato dal Sole 24 Ore, si bloccano i requisiti temporali legati alle agevolazioni fiscali per chi acquista l’immobile da adibire a prima casa, ossia i 18 mesi in caso di cambio di residenza da un comune all’altro o i 12 mesi concessi dal Fisco per non perdere le agevolazioni Iva e di registro in caso di vendita e riacquisto dell’immobile.
E GLI AFFITTI? Il bonus affitti, sempre da quanto emerso dopo il vertice governativo, verrebbe esteso agli immobili a uso non abitativo, quindi alberghi, capannoni e studi professionali. C’è allo studio, inoltre, una moratoria sulle locazioni di bar, ristoranti e pizzerie, insieme alla possibilità di far rientrare tra i rimborsi veloci da modello 730 anche i lavoratori che hanno perso il posto a causa dell’emergenza sanitaria o per effetto delle misure di contenimento. Altro capitolo da affrontare alla luce delle tante richieste arrivate al Mef è quello del bonus affitti per le attività commerciali, di impresa e professionali. La norma riconosce attualmente un credito d’imposta del 60% esclusivamente alle locazioni di immobili in classe C1 (botteghe e negozi). L’ipotesi su cui maggioranza e tecnici si stanno confrontando, come spiegato dal quotidiano di Confindustria, è quella di un’estensione agli immobili a uso non abitativo, a partire da quelli del turismo come gli alberghi, ma anche ai capannoni delle imprese, agli studi professionali e ai casi di affitti d’azienda. L’aliquota del bonus e la platea di riferimento saranno decise in base alle risorse disponibili.
REDDITO D’EMERGENZA. Tra le misure su cui il governo sta decidendo vi è anche la proroga e l’estensione della cassa integrazione in deroga, così come il reddito di emergenza, destinato a chi non può più lavorare, e un reddito cosiddetto leggero da riconoscere ai lavoratori in nero.
BONUS A 800 EURO? Le partite Iva, invece, potranno continuare a richiedere un bonus (le domande sono possibili da mercoledì scorso) che stando alle prime indiscrezioni salirebbe da 600 a 800 euro. Si vorrebbe introdurre una moratoria sulle sanzioni per ritardati versamenti. Mentre sulla consegna e gli invii delle certificazioni uniche dei redditi, i cui termini sono scaduti il 31 marzo, si potrebbe arrivare a una norma che dia copertura giuridica alla “causa di forza maggiore” così da poter prevedere la disapplicazione delle sanzioni.
LACUNE DA COLMARE. Nel decreto atteso a giorni, il governo si proverà anche a colmare alcune delle lacune emerse nel provvedimento del mese scorso. Nel Cura Italia manca per esempio una norma di garanzia o di moratoria dei ratei per i risparmiatori-consumatori che hanno fatto ricorso a forme di credito al consumo, magari anche con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
SBLOCCA CANTIERI. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, forze d’opposizione, tornano a chiedere l’apertura dei cantieri. Su questo fronte potrebbe essere ripescata la norma già messa a punto per il decreto di marzo con cui il governo può nominare tra i 10 e i 12 commissari per avviare la realizzazione delle 25 opere ritenute prioritarie dell’Esecutivo. Il confronto sul tema è tutto interno alla maggioranza sulla possibilità o meno di poter concedere ai commissari gli stessi poteri adottati per la realizzazione del ponte di Genova, o, come prevede la norma già messa a punto, una deroga all’articolo 4 del cosiddetto sblocca cantieri. (r.rs.)