Un saggio e 800 libri: il regalo alla città di Giulio Rapposelli

PESCARA. Oggi, alle 17 al Mediamuseum, verrà presentato il volume postumo "Un certo ateismo è un umanismo" di Giulio Rapposelli, scomparso lo scorso anno. Figura culturale di spicco in Abruzzo e non...
PESCARA. Oggi, alle 17 al Mediamuseum, verrà presentato il volume postumo "Un certo ateismo è un umanismo" di Giulio Rapposelli, scomparso lo scorso anno. Figura culturale di spicco in Abruzzo e non solo, vanta collaborazioni come aiuto regista al fianco di Vittorio De Sica nel film "Lo chiameremo Andrea" del 1972, la stesura di una sceneggiatura inedita dal nome "Vietnam 16 luglio" e una lunga serie di romanzi e saggi. Tra questi "Una certa inclinazione", romanzo d'esordio del 1978, patrocinato da Luigi Malerba, il ritorno alla narrativa con "Raggiungere Venezia" del 2005, "Romanzo civile" del 2011, "Il giardino infinito", raccolta di racconti del 2012, e il saggio-romanzo "Indagine sul sogno" del 2013, tratto dalla sua esperienza di psicoterapeuta. I contenuti del testo postumo, che vertono sul rapporto tra pensiero razionale logico e pensiero irrazionale, vogliono aprire un dibattito su tematiche quali religiosità, fede ed etica ed essere uno stimolo per il lettore affinché un certo ateismo diventi oggetto di riflessione e materia di approfondimento. Molte sono le speranze riposte nell'evento dalla vedova dello scrittore, Rossella Pacitto Rapposelli, e dal figlio Federico: il desiderio è quello di ricordare la figura di Giulio, uomo e artista poliedrico, e restituirla alla città. L'evento, coordinato da Dante Marianacci, si terrà congiuntamente alla presentazione del Fondo Rapposelli, una ricca biblioteca di oltre 800 volumi donata dalla famiglia Rapposelli al Mediamuseum, e alla commemorazione di altre 3 grandi figure del panorama culturale abruzzese: Igino Creati, Gabriella Lasca, Marco Tornar. Il primo è stato prof di lettere, poeta e fondatore del Premio internazionale Penne-Mosca, scomparso a maggio 2013. Lasca, scomparsa nel gennaio di quest’anno a 66 anni, era dirigente del settore cultura del Comune di Roseto. Tornar, venuto a mancare nel febbraio 2015 a 54 anni, è stato poeta, musicista e amato professore, stimato da studenti e colleghi.
Simone Delle Grazie
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