Un secolo e mezzo di Benedetto Croce e della sua libertà

25 Febbraio 2016

Oggi nella sua Pescasseroli e a Pescara convegni e letture nell’anniversario della nascita

di Giuliano Di Tanna

Benedetto Croce nacque il 25 febbraio di 150 anni fa a Pescasseroli. L’Abruzzo celebrare ra oggi il grande filosofo e uomo politico con due convegni: uno a Pescaesseroli e l’altro a Pescara.

L’appuntamento più importante si svolgerà a Palazzo Sipari a Pescasseroli. Il programma è ricco di ospiti. Per le 11.30 è fissato l’inizio della cerimonia di commemorazione con ildiscorso del presidente della Fondazione Erminio e Zel Sipari, Massimo Lucà Dazio. Seguiranno gli interventi di Nicola Irti, presidente dell’Istituto italiano per gli studi storici, Piero Craveri, nipote del filosofo e presidente della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, e Marta Herling, anche lei nipote di Croce e segretario generale dell’Istituto italiano per gli studi storici. Saranno letti, poi,alcuni passi scritti da Benedetto Croce, tratti dalla monografia “Pescasseroli” e da “Memorie della mia vita”. Quindi, sarà letta la copia dell’atto di nascita del 25 febbraio 1866 rilasciato dal Comune di Pescasseroli. Il programma prevede, poi, la consegna, da parte dell’Istituto italiano per gli studi storici, della raccolta dei volumi dell’edizione nazionale delle opere di Benedetto Croce donati da Lidia Croce, figlia dello scrittore. E’ prevista, quindi, una visita della stanza in cui è nato Benedetto Croce.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, sono in programma, nell’ordine: la proiezione del documentario “Benedetto Croce, quasi un ritratto”, di Enzo Siciliano e Pietro Citati, 1972; laconsegna medaglie ricordo della giornata di commemorazione; unavisita guidata della casa museo “Palazzo Sipari” (su prenotazione); e una visita della mostra “Un ricordo di Benedetto Croce”.

Nel corso della giornata sarà disponibile un servizio filatelico temporaneo con annullo speciale.

A Pescara, sempre oggi, l’appuntamento è fissato per le 18, al Mediamuseum di piazza Alessandrini, dove l'Istituto nazionale di Studi crociani e la Fondazione Tiboni hanno organizzato una giornata di studi dedicata al filosofo abruzzese e, in particolare, alla sua posizione sulla prima guerra mondiale.

Ne parleranno lo storico aquilano, Raffaele Colapietra, Stefano Trinchese, direttore del pipartimento di Lettere dell'università d’Annunzio di Chieti-Pescara, ed Enzo Fimiani, direttore della Biblioteca provinciale. Introdurrà e modererà la discussione Marco Presutti, presidente dell'Istituto crociano.

Ma qual è l’attualità di Croce, oggi, al di là delle ricerche e degli studi degli esperti?

Il concetto di libertà, che sta al centro del suo sistema di idee è, probabilmente, quello che parla ancora con forza agli uomini del ventunesimo secolo, reduci dall’inferno delle ideologie totalitarie del Novecento.

Il suo concetto filosofico di libertà è il principio supremo della sua concezione della realtà, La storia che si fa, lo spirito che realizza se stesso è, per Croce, la storia stessa della libertà.

Secondo Croce, i popoli e gli individui anelano sempre alla libertà. La libertà come «l'eterna formatrice della storia, soggetto stesso di ogni storia», come scrive Croce nel libro “La storia come pensiero e come azione”, pubblicato nel 1943 in mezzo agli orrori della seconda guerra mondiale. «Come tale», aggiunge il fiolosfo, «essa è per un verso, il principio esplicativo del corso storico e, per l'altro, l'ideale morale dell'umanità».

Nel corso della Storia, la libertà, secondo Croce, entra sempre in contrasto con la non libertà, ma ad essa sopravvive .

Se così non fosse, scrive Croce nel libro “Il carattere della filosofia moderna”, «quelle età (storiche) sarebbero affatto infeconde, sarebbero di morte e non di vita, o in ogni caso, di nessuna vita umana, intervalli vacui nel corso storico; il che ripugna al pensiero ed è smentito dal poco o molto che le età per varie ragioni considerate di oppressione hanno pure prodotto, e più ancora del lieto rigoglio che, come dopo ogni oppressione, si vede espandersi nelle età seguenti e che, preparato dalle condizioni precedenti, doveva già esistere in esse in certa guisa».

La libertà, secondo Croce,non può essere ridotta a fatto storico, né può essere limitata ad ideale pratico, a semplice movente dell'azione.

Secondo Benedetto Croce, la libertà è l'essenza dello spirito, la sua forza vitale: è insieme teoria e prassi, atto di pensiero e atto di volontà che, mossa dalla necessità di superare ciò che l'opprime, genera una nuovo atteggiamento del volere, un nuovo comportamento, un nuovo agire in campo pratico.

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