«Un secondo padre per tutti noi»

Gli ex campioni d’Europa: tutto iniziò con lui, vincemmo il titolo nazionale Allievi
PESCARA. Un padre, un maestro di vita, prima che di sport. È questo il ritratto che viene fuori dal ricordo di alcuni di quei ragazzi tirati su da Geppino D'Altrui o tra gli anni ’70 e ’80, in quel percorso della pallanuoto pescarese che dai successi con le giovanili approdò sul tetto d'Europa. «D’Altrui fu il protagonista di uno dei due miracoli sportivi di quel periodo», ricorda commosso Franco Di Fulvio. «Riuscì a portare al titolo di campione d’Italia Allievi una squadra che, fino a quel momento, fuori dai confini regionali prendeva schiaffi ovunque. L’altro miracolo è quello targato Gabriele Pomilio, che prese un Pescara che lottava per non retrocedere e lo portò a vincere la Coppa dei Campioni. A loro, insieme a un altro pilastro come Mario Bernardi, devo molto. Ricordo che nel 1980 vincemmo una partita a Napoli 6 a 5 e feci tutti e sei i gol. A fine partita Geppino mi si avvicinò e pensavo volesse complimentarsi. Invece mi rimproverò per alcuni errori in difesa. La settimana dopo però mi fece esordire in serie A. Ricordo che giocavamo con lo Sturla. Segnai la mia prima rete sotto la torre dei tuffi su passaggio del figlio Marco. Mi girai per guardalo in panchina e vidi che rideva».
Anche Amedeo Pomilio, campione olimpico nel 1992, ha mosso i primi passi con Geppino D’Altrui: «Ci ha formati come uomini, dandoci quei valori che devono essere trasmessi a quell'età», ricorda l’attuale vice allenatore del Settebello. «Non sto qui a parlare delle sue competenze pallanuotistiche, indiscusse. Non a caso è stato un campione olimpico. Quello che invece voglio sottolineare è il lavoro umano che ha saputo svolgere, costruendo uomini, ancor prima che giocatori, che poi sono cresciuti nello sport e nella vita e che hanno contribuito agli anni d’oro della grande pallanuoto pescarese. Mi ha allenato dai 12 ai 18 anni, con lui ho fatto tutta la trafila tra Allievi e Juniores. Ricordo delle lunghe ma piacevolissime trasferte: momenti importantissimi per la crescita di tutti noi».
Tra i ragazzi di quel periodo forse irripetibile c’è anche Andrea Papa, che debuttò in serie A sotto la guida di D'Altrui: «Avevo 14 anni e mi ricordo che mi fece fare il debutto in una partita molto importante contro Civitavecchia. È stato il mio primo allenatore di pallanuoto. Io ero nel gruppo dei giovani, ma ogni tanto mi faceva allenare con la squadra dei grandi. Di Geppino ricordo le tante battute da cui veniva fuori la sua origine napoletana, ma anche le tante strigliate che sapeva darci per riportare alta l’attenzione. Oltre a essere un grande allenatore, per me così come per tanti altri ragazzi di allora, è stato un secondo padre. Ma ha saputo distribuire bene i suoi geni: oltre a Marco, di cui tutti sappiamo, anche la figlia Flavia è stata una nuotatrice di alto livello, collezionando diversi record». (a.d.s.)

