UN TUFFO NELLA PREISTORIA

Tra sorgenti sulfuree e tholos nella gita proposta tra Scafa, Abbateggio e Roccamorice
Sorgenti sulfuree dall'aspetto incantevole, eremi e tholos dove il tempo sembra essersi fermato. L'itinerario che da Scafa conduce attraverso Abbateggio a Roccamorice, offre molti luoghi per soggiorni e pic nic.
Si parte dalla sorgente del Lavino a Scafa, raggiungibile attraverso la contrada di Pianapuccia, a cui si arriva svoltando per il bivio (a sinistra per chi proveniene dalla città di Pescara o dall’autostrada A25) all'ingresso del paese e proseguendo per un paio di chilometri fino all'altra contrada di Decontra.
Lasciata qui l'automobile, si prosegue a piedi, attraverso un sentiero che reca nei pressi di una serie di suggestivi laghetti di acqua sulfurea, attorno alle quali sorge un'area attrezzata per il pic nic. Si pranza con calma immersi nel verde e nell’aria salubre, poi da Scafa l'itinerario riparte e, presa la strada supera Abbateggio e Lettomanoppello, consente di raggiungere Roccamorice. Superato il paese è possibile imboccare un sentiero che conduce all'eremo di San Bartolomeo, uno degli eremi abruzzesi che ospitarono papa Celestino V.
Incastonato nella roccia, l'eremo si sviluppa in lunghezza al di sopra di un grazioso ruscello. Sempre dopo Roccamorice, lungo la strada che porta alla Maielletta, è possibile visitare Colle della Civita, un complesso di tholos e rifugi in pietra, realizzato negli anni Quaranta, esempio mirabile della tecnica diffusa tra i pastori abruzzesi, simile a quella usata nell'antica Grecia.
Le costruzioni, diverse e disseminate su un piccolo colle che riceve il nome proprio da questo agglomerato, sono praticamente identiche alle tante disseminate all'interno del parco della Maiella, e che servivano in passato da rifugio o da sede per gli attrezzi ai pastori della zona. Sempre sulla strada che porta alla Maielletta, si incontra il bivio che consente di arrivare a Santo Spirito, forse l'eremo più celebre tra quelli che Celestino V, al secolo Pietro da Morrone, abitò per un certo periodo. Come è noto, Pietro da Morrone esplorò l'intera zona, alla ricerca di luoghi sempre più impervi e difficili da raggiungere, perché la fama di Santo che si era diffusa su Pietro, spingevano presso di lui folle sempre più numerose. L'eremo si trova al culmine di una strada che risale il vallone omonimo, contornato da una fitta e giovane faggeta. Tornando indietro sulla strada che riporta a Scafa, si incontra il bivio per Abbateggio, paese rinomato per il farro, e anche per un premio di letteratura ispirata alla natura, che si svolge all'inizio dell'estate.
Marco Tabellione
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