«Un’utile esperienza che avvicina al lavoro»

11 Gennaio 2024

De Thomasis (coordinatrice area promozione Csv Abruzzo): «Siamo a disposizione per ogni quesito»

L’AQUILA. «Oltre a essere un piccolo passo d’indipendenza economica, rappresenta un’importante occasione di formazione e di crescita personale per i giovani. Un’esperienza utile per avvicinarsi al mondo del lavoro».
Il Csv (Centro servizi per il volontariato), presieduto da Casto Di Bonaventura, è in prima fila sul fronte del bando che, a livello nazionale, prevede 19.314 posti in meno per il servizio civile universale rispetto al bando dell’anno precedente.
Il Csv Abruzzo è accreditato nell’albo nazionale del servizio civile universale nella sezione regionale Abruzzo e gestisce 325 sedi afferenti a 183 enti.
Sono 17 i progetti del servizio civile universale riguardanti la nostra regione, che coinvolgono 104 enti del terzo settore per un totale di 428 posti
Gli operatori del Centro servizi per il volontariato Abruzzo saranno a disposizione per fornire informazioni dettagliate sui diversi progetti e anche per offrire supporto per la compilazione e l’invio della domanda che va inoltrata esclusivamente attraverso una procedura on line. «Il servizio civile universale rappresenta uno spazio di espressione della scelta culturale e politica non violenta attraverso il quale, ogni anno, decine di migliaia di giovani entrano in contatto con una storia e con dei valori di cui il volontariato, e il terzo settore in generale, sono testimoni e promotori», spiega Sandra De Thomasis, coordinatrice dell’area promozione del Csv Abruzzo.
«Durante l’anno di servizio, sperimentando la pratica dell’impegno civile, vengono accompagnati alla scoperta di cosa significhi concretamente la partecipazione attiva», prosegue la coordinatrice.
«Lo sviluppo di progetti di servizio civile diventa uno strumento utile per promuovere tra i giovani del territorio la partecipazione sostenendo attività di volontariato da un lato e rendendo i giovani protagonisti e nuovi portavoce all’interno della comunità, dall’altro. La partecipazione diventa così un percorso permanente che favorisce la cittadinanza attiva giovanile e che non si chiude con la fine del servizio civile».(e.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.