Un viaggio tra i lidi di 50 anni fa quando in spiaggia c’era la pineta

I balneatori raccontano gli inizi del turismo in città, ma oggi incombe la scadenza delle concessioni Dal 1950 in poi, quelle estati con i primi arrivi di stranieri, semplici chioschi e il mare super pulito
MONTESILVANO. Preoccupazione e voglia di non arrendersi. Sono questi i sentimenti che in queste settimane animano i 44 concessionari di altrettanti stabilimenti balneari dislocati sui 4,5 chilometri di litorale montesilvanese. Dopo l’accelerazione impressa dal Consiglio di Stato sul recepimento della direttiva europea Bolkestein, che ha fissato al 2023 la scadenza delle attuali concessioni, e mentre prende forma in queste settimane la proposta di riforma delle concessioni da parte del governo Draghi, il mondo balneare di Montesilvano, rappresentato principalmente da una gestione familiare passata di padre in figlio, è terrorizzato dall’idea di dover dire per sempre addio al proprio lavoro.
A cominciare proprio dai balneatori, cittadini che gestiscono i lidi più storici di Montesilvano, nati tra gli anni ’50 e ’60, a volte quasi per caso.
Bisogna ricordare, infatti, che nel 1951 la popolazione della città adriatica superava di poco quota 7mila abitanti e che la riviera aveva un aspetto completamente diverso da quello attuale, con una fitta pineta che si estendeva fino alla zona dei grandi alberghi e che si congiungeva con la spiaggia, senza l’attuale interruzione della strada lungomare.
All’interno della pineta, nel periodo estivo, erano numerosi i turisti francesi e tedeschi che campeggiavano con le proprie tende, per poi trascorrere le giornate sulla spiaggia totalmente libera.
A partire dagli anni Sessanta e nei decenni successivi, la città ha registrato un boom edilizio e demografico davvero rilevante, così come parallelamente è aumentato il numero delle presenze turistiche, anche grazie alla nascita dei grandi alberghi, che oggi fanno di Montesilvano il principale polo ricettivo dell’intera costa.
Automaticamente, anche gli stabilimenti balneari hanno subito delle rilevanti trasformazioni, con strutture sempre più accoglienti e resistenti alle mareggiate, dotate di servizi e impianti sportivi e diventate punti di riferimento per l’estate di migliaia di villeggianti, centinaia di famiglie, anche di fuori regione, che tornavano di anno in anno.
Ma nonostante gli ampliamenti e le ristrutturazioni, nei lidi della città adriatica non si è perso il carattere familiare delle gestioni che, nei decenni, è servita a fidelizzare i bagnanti. Turisti che però rischiano, a partire dal 2024, di trovare altri titolari dietro al bancone del proprio stabilimento di fiducia.
Passa anche da qui, dai legami di stagioni che si ripetono anno dopo anno, la storia della città e del suo sviluppo. A raccontarlo, come detto, i balneatori storici di Montesilvano, memoria della città e dei suoi abitanti.
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