Una biblioteca pescarese a Scilla

27 Settembre 2020

Dono dell’associazione De Caesaris nella città di origine della psicologa Paladino

PESCARA. Portare la cultura nei luoghi dove ogni giorno si lotta per la legalità. È con questo spirito che l’associazione pescarese Clemente De Caesaris presieduta da Andrea D’Emilio ha realizzato e donato una biblioteca alla cittadina di Scilla, in provincia di Reggio Calabria. Il Comune, sciolto per infiltrazioni mafiose a marzo 2018, da oltre 20 anni non aveva una biblioteca.
«Tra i soci della nostra associazione», spiega D'Emilio, «c’è Francesco Brancacci, la cui nonna Antonia Assunta Paladino, per molti anni medico e psicologa a Pescara, è stata nel 1952 sindaco di Scilla, tra le prime donne in Italia ad amministrare un Comune».

L’associazione che si occupa di promozione culturale e di aiuto ai bisognosi, da anni è anche impegnata per potenziare il sistema bibliotecario. Da qui l’idea di creare una biblioteca nel comune calabrese. Lo scorso 7 settembre, nell’edificio che un tempo ospitava la stazione ferroviaria di Scilla, è stata inaugurata la struttura intitolata a Antonia Assunta Paladino, benemerita della comunità ebraica di Torino, per aver salvato diversi ebrei durante la seconda guerra mondiale. Il progetto è stato finanziato dall’associazione De Caesaris, nonché dalla famiglia Brancacci, e il logo della biblioteca è opera della disegnatrice abruzzese Eleonora Dea Nanni. La nuovissima biblioteca è stata affidata dalla commissione prefettizia all’associazione abruzzese, in qualità di garante, mentre la gestione effettiva sarà curata, a titolo gratuito, dai volontari dell’associazione Santa Giorgia e Dintorni e del Club Unesco-Scilla. «Sono almeno tre anni che come associazione ci offriamo alla Regione Abruzzo, a titolo gratuito, per migliorare la gestione della biblioteca d'Annunzio di Pescara. Il rammarico», commenta D'Emilio «è che in Calabria siamo riusciti a portare a termine il progetto della biblioteca e nel nostro territorio ancora no». (m.pa.)