Una casa e due garage: la città si riprende i beni della camorra

1 Dicembre 2020

Ieri la consegna ufficiale delle chiavi al sindaco De Martinis: gli immobili sequestrati nel 2010 dalla Dia Saranno utilizzati dall’Azienda speciale per progetti a sostegno delle fasce deboli della popolazione 

MONTESILVANO. Da immobili della camorra a beni comunali da utilizzare per finalità sociali. Si amplia il patrimonio del Comune di Montesilvano che potrà essere utilizzato dall’Azienda speciale per una delle sue diverse attività a sostegno delle fasce più deboli della popolazione.
Ieri un funzionario dell’Agenzia nazionale, per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha consegnato al sindaco Ottavio De Martinis alcuni beni in precedenza appartenuti a un clan camorrista napoletano.
Si tratta di un appartamento al quinto piano di via Vestina 191, un garage di 24 metri quadrati e un posto auto di 12 metri quadrati nello stesso edificio, e di un garage di 24 metri quadrati in via Agostinone. L’appartamento, in discreto stato, è composto da quattro camere più un ripostiglio e servizi, per un totale di 116 metri quadrati. Nelle prossime settimane, inoltre, l’amministrazione comunale entrerà in possesso anche di altri due alloggi confiscati, uno in via Agostinone e l’altro in via Isonzo, sempre riconducibili alla stessa inchiesta.
«Ringrazio chi ha permesso tutto questo: il prefetto Di Vincenzo, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata per gli immobili destinati alla città, e le forze dell’ordine», commenta con soddisfazione il sindaco. «Nei mesi scorsi, con un’azione sinergica tra polizia locale e carabinieri, siamo riusciti a ripristinare la legalità attraverso lo sgombero degli occupanti abusivi. Oggi c’è stata l’acquisizione definitiva dei beni appartenuti alla camorra. Nelle prossime settimane ci saranno altre risposte forti nell’ambito della legalità, con l’acquisizione di altri immobili occupati abusivamente». Presente alle operazioni anche il consigliere con delega alla sicurezza Marco Forconi. «Con il sindaco e la polizia locale abbiamo tolto i cartelli sulla porta basculante del garage di via Agostinone», riferisce, «e sull’appartamento in via Vestina, occupato da una famiglia che conduceva sicuramente un tenore di vita agiato per via delle porte di valore, degli arredi in cucina e dei sanitari presenti, compreso la vasca idromassaggio e le pareti accuratamente tinteggiate. I beni saranno destinati ad aiutare le persone più fragili». A ricordare l’inchiesta è il comandante della polizia locale Nicolino Casale. «Dopo l’arresto del clan, nel gennaio del 2010», ricostruisce, «con il sequestro patrimoniale da parte della Direzione investigativa antimafia, nel 2012 il Tribunale di Napoli ha stabilito la confisca di circa cento immobili appartenenti alla stessa famiglia, e nel 2014 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza. Gli immobili sono così entrati nella disponibilità dell’Agenzia nazionale che ci ha poi concesso di avviare le pratiche per l’acquisizione definitiva».
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