Una “casa per le mamme” nella villetta dei rom

L’edificio sequestrato tre anni fa alla criminalità passerà ai gruppi volontari L’obiettivo è di cercare di aiutare le famiglie in difficoltà economica
MONTESILVANO. Mamme in difficoltà potranno a breve bussare alla porta della casa di via Adige, confiscata alla criminalità, per ottenere vestiti e prodotti utili per i loro piccoli. La giunta comunale ha deciso di destinare la struttura di Santa Filomena, sottratta nel 2014 a una famiglia rom, alle Vincenziane che la trasformeranno nella “Casa della Mamma e del Bambino”.
Si tratta di un servizio, già attivo a Pescara, che consente alle donne, madri di bambini fino ai 3 anni, di ricevere assistenza gratuita in caso di difficoltà economica. Gli spazi della villetta saranno condivisi con l’associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano e con Missione Possibile, il sodalizio presieduto da Pino D’Atri che si occupa di progetti umanitari. «Finalmente, siamo riusciti a definire l'assegnazione di questa villetta», commenta l’assessore alle Politiche sociali, Ottavio De Martinis. «Negli ultimi mesi, abbiamo dovuto lavorare per sanare tutta una serie di irregolarità che, nel corso degli anni, si erano accumulate. Sono state realizzare opere di messa in sicurezza e di adeguamento degli impianti che ci hanno permesso di ottenere tutte le certificazioni necessarie. Non ultima, la dichiarazione di agibilità». Dopo il complesso iter burocratico, le nuove occupazioni abusive da parte dei precedenti proprietari, e il tentativo di trasformare la casa nella nuova sede della Protezione civile, salvo poi verificare che gli spazi erano incompatibili con le esigenze dei volontari, l’alloggio di via Adige è ora pronto per essere restituito alla città grazie alle Vincenziane e a Missione Possibile che ne hanno fatto richiesta.
«Riteniamo che il progetto proposto dalle Vincenziane», prosegue l'assessore, «abbia una finalità molto importante e significativa per il tessuto sociale della nostra comunità, nella quale, purtroppo si trovano diverse giovani donne a vivere in condizioni di difficoltà. Abbiamo deciso di affidare loro l'immobile per concretizzare un progetto che consente ad alcune famiglie di ricostruirsi un futuro». La realtà dedicata alle mamme, attiva dal 2009 a Pescara, segue ogni anno circa 200 donne con minori fino a 3 anni. Tante di queste donne sono straniere, soprattutto nord africane. C’è poi l’associazione di Pino D’Atri, che opera a sua volta nel sociale.
«Missione Possibile», annota De Martinis, «a partire dal 30 giugno, data della naturale scadenza del contratto di affitto dell’immobile in viale Europa, dove attualmente ha sede l’associazione, si trasferirà in via Adige, condividendo lo spazio con le Vincenziane. I due gruppi hanno in comune la mission di stare accanto e di aiutare le persone che vivono situazioni di disagio. La condivisione degli spazi è stata subito accolta positivamente dalle due realtà associative che potranno così fare squadra nella gestione delle loro preziosissime attività».
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