Una crisi che viene da lontano
SAN GIOVANNI TEATINO. I primi sentori della crisi si perdono negli anni passati, quando il Comune diede il via alla frenetica corsa, che poi si è vista ripetere ogni autunno fino a tempi recenti, per...
SAN GIOVANNI TEATINO. I primi sentori della crisi si perdono negli anni passati, quando il Comune diede il via alla frenetica corsa, che poi si è vista ripetere ogni autunno fino a tempi recenti, per raccattare quattrini e far fronte alle spese. La prima misura in questa direzione, fu la vendita dell’ex stadio di via Quasimodo, ceduto per 1,5 milioni di euro all’impresa Dino Vincenzo, nel 2010. Impianto poi ricomprato dal Comune l’anno successivo. Quindi è stata la volta dell’accordo di programma Ipercoop, che fruttò 5 milioni cash, successivamente della vendita della farmacia. Finiti i tempi degli insediamenti dei grandi colossi del commercio, con l’Imu che in gran parte viene incassata da Roma, mutui milionari da pagare per le opere realizzate e con servizi mai ritoccati, nel 2015, il Comune si è visto presentare dallo Stato un conto salatissimo, che fa a pezzi l’impostazione finora data alla gestione della spesa pubblica locale. (g.d.l.)
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