Una delibera con i rioni di Bologna Comune sott’accusa. «Ha copiato»

PESCARA. Borgo Panigale, Saragozza, San Vitale, Santo Stefano: Pescara è diventata improvvisamente Bologna. Nel nuovo Documento unico di programmazione, allegato al bilancio 2023, adottato dalla...
PESCARA. Borgo Panigale, Saragozza, San Vitale, Santo Stefano: Pescara è diventata improvvisamente Bologna. Nel nuovo Documento unico di programmazione, allegato al bilancio 2023, adottato dalla giunta la settimana scorsa, sono elencati proprio questi quartieri del capoluogo emiliano. Ma quello che è peggio è che vengono elencati i dipendenti dell’ente bolognese che svolgono il lavoro agile.
Il sospetto che il Documento sia stato copiato è quasi una certezza. Fatto sta che la cosa non è passata inosservata. Se n’è accorto ieri il capogruppo del Pd Piero Giampietro, sfogliando le 160 pagine del nuovo Documento unico di programmazione 2023-2025 (Dup), in cui dovrebbero essere contenuti i dati della città e i progetti che l’amministrazione comunale intende svolgere da qui fino alla fine della consiliatura nel 2024. Il condizionale, però, è d’obbligo, perché nel Dup potrebbero esserci altre pagine sbagliate o, per meglio dire, copiate.
Insomma, quanto basta per scatenare battute ironiche su Facebook e far scoppiare una polemica politica tra maggioranza e opposizione. «Oltre che le delibere», ha scritto sul suo profilo Giampietro, «potrebbero copiare da Bologna anche un po’ di buona amministrazione. Il Documento unico di programmazione del Comune di Pescara, approvato dalla giunta Masci con mesi di ritardo, fin dalle prime pagine fa capire da dove hanno provato a copiare: il Dup pescarese parla di Bologna musei, dei quartieri Saragozza, Borgo Panigale, Navile, dell’ufficio Nuove cittadinanze, di 1.676 dipendenti nel servizio Istruzione. E siamo appena a pagina 19». «Gli uffici possono sbagliarsi, certo», ha aggiunto, «ma un’intera giunta ha approvato il documento principale della propria amministrazione senza nemmeno leggerlo. Almeno qualche consiglio al bravo sindaco di Bologna Matteo Lepore lo potrebbero chiedere. Lo inviteremo a Pescara».
Prima è arrivata la replica del presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, poi quella dell’intera amministrazione con una nota. «C’è stato un errore da parte degli uffici», ha detto Antonelli, «rimedieremo con una modifica prima dell’approvazione del Dup in consiglio comunale. La giunta, del resto, non poteva leggere un documento di 160 pagine».
«Utilizzare in maniera pretestuosa un errore materiale della direzione generale, utilizzandolo come motivo di aggressione all’avversario politico», si legge invece nella nota dell’amministrazione, «esprime la mediocrità degli argomenti utilizzati e dell’azione condotta dal centrosinistra al Comune di Pescara». «Per una svista del mio ufficio», ha spiegato il direttore generale dell’ente Pierluigi Carugno, «nel testo di 160 pagine sono finite alcune informazioni relative al ricorso al lavoro agile del Comune di Bologna che erano state oggetto di consultazione, poi confluite erroneamente nell’atto sottoposto alla giunta in luogo di quelle riferite al Comune di Pescara. È prassi nella pubblica amministrazione guardare fuori dai propri ambiti per conoscere ciò che si fa altrove. A me non pare che questa possa essere una questione di natura politica, chi vuol farla entrare per forza in questo ambito non rende rispetto al lavoro di tante persone».(a.ben.)
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