«Una débacle, non deve succedere più»

I senatori alzano il tiro. Le critiche: dalla scarsa manutenzione al piano neve che non ha funzionato
ROMA. Non è stato un processo. Ma al direttore dell’Enel i senatori della commissione Industria hanno chiesto conto di tutto: ritardi, disagi, disservizi e ragioni di quel lungo black-out che ha stremato gli abruzzesi. Certo, la nevicata è stata eccezionale: «Ma il clima sta cambiando e dobbiamo prenderne atto» ha ricordato l’abruzzese Paola Pelino, Pdl. Gli eventi imprevedibili sono sempre più frequenti, «e non si può permettere che si ripeta quello che è accaduto. Che cosa fa l’Enel per evitarlo?» Bella domanda. Perché oltre alle neve, al vento, alle scosse sismiche, potrebbero esserci altre cause che hanno portato al grande buio di gennaio. Il chietino Gianluca Castaldi, M5s, ha puntato il dito sulla mancata «pulizia dei boschi» e sulla «preparazione del personale»: le grandi cifre che la società vanta di aver investito in Abruzzo sono servite anche a quello, o solo a sviluppare la rete? Un dubbio espresso pure dal grillino Gianni Girotto, che, citando le grandi nevicate in Cadore e Pusteria del 2013, ha ricordato come «la manutenzione delle linee dall’impatto boschivo» sia essenziale per «aumentare la capacità di resilienza» della rete. Peccato che «la manutenzione e la protezione delle linee attraverso i boschi» sia «poco effettuata» ha scosso la testa Felice Buemi, Psi. Boschi abbandonati, personale scarso: «In un’epoca di risparmi e tagli all’osso, forse il ritorno sul territorio di personale qualificato aiuterebbe a contenere danni che possono diventare disastrosi» e annullare i risparmi fatti, appunto, «col taglio dei dipendenti» ha osservato Cinzia Bonfrisco, Conservatori Riformisti.
Durissimo contro i tagli selvaggi anche il senatore Paolo Arrigoni, Lega Nord: «Quanto ha inciso l’inaccessibilità delle strade?». «Moltissimo» ha risposto il direttore Enel. Ecco, «gli enti locali hanno subito tagli drastici ai bilanci, quindi hanno poche risorse da destinare alla prevenzione e ai contratti, per esempio, con società di spazzamento neve». Il risultato s’è visto, strade ingombre e frazioni isolate. E impossibilità per l’Enel di intervenire in tempi rapidi, alla faccia dello sbandierato piano neve 2016-2017. «O non era completo o non è stato attenzionato abbastanza» ha rilevato la senatrice marchigiana Camilla Fabbri, Pd. Eppure non si trattava di pianificare la risposta a «una nevicata a Milano», ma interventi su territori che dal 24 agosto sono sottoposti a continui eventi sismici: case crollate, linee in condizioni non ottimali, strade difficili.
«Che tipo di manutenzione è stata fatta sulle reti» dal 24 agosto in poi? Aldo Di Biagio, Ap, ha ancora insistito su «mancata manutenzione, presenza di pali desueti nonostante i notevoli investimenti, assenza di dipendenti Enel mobilitabili sul territorio, mancanza di generatori…» Insomma, «una débacle».

