«Una festa sul mare per ricordare Nicola»

8 Luglio 2016

Per tutta la giornata folla commossa per l’ultimo saluto a Rabuffo Oggi i funerali mentre tra i balneatori c’è chi propone eventi in suo nome

PESCARA. Le mani di Greta intrecciate a quelle di papà Nicola disteso nella bara, davanti allo sguardo impietrito della moglie Marina e dell'altro figlio Nicola. Intorno, l'abbraccio ideale dei parenti, degli amici, dei colleghi balneatori, di quanti lo hanno conosciuto e amato, che ieri mattina hanno affollato l'obitorio dell'ospedale per l'ultimo saluto a Nicola Rabuffo, il titolare dell’Orsa Maggiore stroncato a 55 anni da un malore che nel tardo pomeriggio di mercoledì lo ha visto spegnersi mentre giocava su uno dei campetti di beach-volley con gli amici.

I funerali dello storico balneatore si svolgeranno oggi alle 16,30 nella cattedrale di San Cetteo, le sue spoglie saranno probabilmente cremate nel rispetto delle volontà espresse in vita più volte alla famiglia, «anche se spesso scherzando, ci diceva che avrebbe voluto essere sepolto sotto la sabbia del suo stabilimento», ricorda Fabrizio Scorrano, lo stesso che, presente al momento del malore di quei drammatici momenti racconta: «Stava giocando la sua partitella, come faceva ogni sera per rilassarsi. Però lo abbiamo visto silenzioso, contrariamente al solito, sempre pronto alla battuta e agli sfottò. Erano circa le venti. A un certo punto si è fermato, ha detto solo “mi gira la testa” e si è accasciato. Pensavamo fosse svenuto. Il primo a soccorrerlo è stato Fabio De Panfilis che giocava con lui e che gli ha praticato un massaggio cardiaco. Ma non si è più ripreso, neppure l’intervento del 118 è riuscito a rianimarlo. Un torneo sportivo per ricordarlo? Lo decideremo insieme alla famiglia, ma di sicuro faremo una grande festa sul mare in suo nome». Festeggiamenti in spiaggia suggeriti da Riccardo Padovano, rappresentante Sib Confcommercio ieri in lacrime come Pierluigi Tucci, titolare del Moro; Paolo Farchione della Capponcina e Angelo D'Orazio della Conchiglia Azzurra che ricordano il collega e amico ex centravanti dell'Atletico Pescara, come «un imprenditore illuminato e visionario che dal nulla ha inventato il primo villaggio sportivo sul mare e primo, nel 1998, insieme allo stabilimento Onda marina a costruire le piscine. Oggi avrebbe voluto l'albergo diffuso nello stabilimento che conta 200 palme e 5000 bagnanti. Un'ora prima di morire ragionavamo sul funzionamento dei pennelli di roccia antierosione. La categoria perde un grande professionista, il migliore di noi. Mai un litigio con lui, era una persona solare e generosa malgrado la maschera da burbero, fissato per la sana alimentazione che ci esortava a seguire, non beveva, non fumava, non aveva vizi e non faceva stravizi, ma quante cene insieme».

«Per noi era un fratello», aggiungono Michele Malanzuta e Luigi De Berardinis, «sempre pieno di progetti, aiutava tante persone in difficoltà, ma nessuno ne sapeva nulla. La sera prima lo avevamo visto stanco, si è sdraiato su un divano e ci siamo meravigliati, lui che era sempre in movimento, non gli sfuggiva nulla in quello stabilimento che non abbandonava neppure d’inverno dove si rintanava nella sua palestra personale».

«Era sempre attento alla clientela, degli anziani diceva: questi vecchietti sono il mio patrimonio, sapeva tenere unita la nostra famiglia», raccontano i cognati Maurizio Biasini e Carmine De Vincentis, «50 anni fa in quello stabilimento c’erano venti ombrelloni, tante dune di sabbia e i baciapiedi con gli aculei. Lui,con il papà Costantino e la mamma Giovanna, ha trasformato tutto in un grande villaggio del divertimento». Gli amici Margherita Di Bartolomeo e Lanfranco De Sanctis: «Era un lupo di mare generoso e allegro, un padre eccezionale e un gran lavoratore». Riccardo Ciferni, di Trieste:«Era una persona pulita, che stimavo molto, lascerà un buon ricordo ai pescaresi».

Carlo Masci:«Sono nato e vivo nella casa di fronte all'Orsa Maggiore, i ricordi di tutta la mia vita sono legati a Nicola e alla sua famiglia. Siamo cresciuti insieme, giocavamo ad acchiappare le farfalle tra la vegetazione spontanea che cresceva sulle dune di sabbia dove c’erano solo due ombrelloni, quando eravamo piccoli. Ricordo i tornei dei Los Petos Scalzos. E prima del cane Arturo, Nicola aveva Paco, un bastardino che saliva sul bus ovunque si trovasse e scendeva davanti allo stabilimento per tornare da lui». Ma oltre al ricordo degli amici di sempre, tanti gli attestati di stima, a cominciare da quello del sindaco Marco Alessandrini che a nome della città esprime vicinanza alla famiglia e di Rabuffo dice: «Un imprenditore del mare conosciuto e stimato da colleghi e clienti, un pezzo importante della storia e dell’economia cittadina. Per questo a novembre gli avevamo consegnato la targa di attività storica per il suo stabilimento, un riconoscimento che era venuto a ritirare di persona all’Aurum raccontandoci con emozione e orgoglio il lavoro fatto e quello che avrebbe continuato a fare». Concludono i balneatori del consorzio Ciba-Confartigianato: « Per la nuova generazione di balneatori Nicola è sempre stato un punto di riferimento. Una persona per bene, seria, onesta, uno sportivo, un grande uomo. Da sempre rappresentava un modello ed un esempio da seguire».

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