Una giovane paziente denuncia: violentata nel bagno di Psichiatria

La 21enne pescarese ha raccontato alla polizia di aver subito violenza sessuale da un altro degente La Asl: «Vicenda tutta da chiarire senza allarmismi». Le indagini portate avanti dalla squadra mobile
PESCARA. Una ragazza di 21 anni, pescarese, racconta di essere stata stuprata da un anziano nel bagno di una stanza di degenza del reparto di Psichiatria. Sono due pazienti dell’ospedale, entrambi sono stati ricoverati (per patologie diverse), alcuni giorni fa, nel reparto al primo piano, ala sud, che ospita una quindicina di degenti psichiatrici.
La presunta violenza sessuale, secondo quanto riferito ai medici dalla vittima (poi sottoposta ad accertamenti ginecologici) si sarebbe consumata martedì intorno alle 13 mentre in reparto era presente il personale in servizio e durante l’orario di visita dei parenti dei degenti, con i familiari presenti nelle stanze di ricovero. Per di più ci sono telecamere di sorveglianza puntate su ogni locale (sono assenti solo nei bagni), e i 6 monitor che trasmettono le immagini (non registrate) sono controllate da un operatore. Inoltre c’è una la guardia giurata, in servizio nel reparto. Malgrado ciò, secondo i vertici sanitari che hanno immediatamente lanciato il “codice rosa” e ordinato indagini interne, «nessuno dei presenti ha sentito urla o trambusto inatteso» che potesse far presumere un atto di violenza in corso.
Del caso si stanno occupando gli uomini della squadra mobile, agli ordini di Dante Cosentino. E in ospedale è intervenuta la Scientifica che martedì sera ha effettuato i rilievi nei locali della presunta violenza, anche alla ricerca di liquido biologico.
I vertici dell’azienda sanitaria stanno portando avanti le attività di indagine interne e si dicono «dispiaciuti per l’accaduto, un caso eccezionale mai successo prima d’ora». Si sono messi a disposizione degli investigatori e si dicono «sereni». «Aspettiamo l’esito delle indagini», hanno commentato ieri mattina il direttore di presidio Valterio Fortunato, il responsabile facente funzioni del reparto di Psichiatria Antonio D'Incecco e il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Sabatino Trotta. E poi: «Non abbiamo nulla da nascondere, ma non vogliamo che sia fatto allarmismo su una vicenda ancora tutta da chiarire e con le indagini in corso».
L’uomo accusato dalla giovane, pescarese anche lui, è ricoverato in Psichiatria per disturbi comportamentali ma è in carico al reparto di Medicina dov’era entrato giorni fa per problemi di alcool. L’uomo avrebbe negato la violenza sessuale.
La ragazza, con un passato difficile, ricoverata lunedì scorso per una intossicazione da farmaci, avrebbe lanciato l’allarme un’ora dopo il presunto stupro. Ha lasciato l’ospedale subito dopo aver denunciato il fatto al personale infermieristico, allo psicologo e allo psichiatra del reparto, che hanno segnalato l’accaduto al posto fisso di polizia dell'ospedale. E ieri ha formalizzato la sua denuncia.
Gli investigatori stanno ricostruendo cosa sia accaduto in quei momenti concitati. Forse, i due pazienti si sono incontrati nelle stanze comuni (mensa, soggiorno o sala fumatori) prima del rapporto che comunque non sarebbe stato consensuale, a detta della vittima, e sarebbe stato consumato in bagno.

