«Una grande responsabilità morale»

19 Maggio 2019

L’attrice Tiziana Di Tonno racconta l’emozione della sua prima comunione nel ’72

PESCARA. «Ricordo l’abitino di cotone battista impreziosito dal pizzo sangallo, la frangia ai capelli e le scarpe col tacchetto. Ma ricordo anche l’emozione di una grande responsabilità morale e spirituale nel giorno della mia prima comunione».
Era il 1972 e l’attrice teatrale Tiziana Di Tonno, 56 anni, aveva 9 anni quando andò all’altare vestita di bianco insieme alla sorellina Daniela di 8, all’epoca. «Ho fatto la comunione insieme a mia sorella», rammenta l’artista pescarese, «nella chiesetta di Santa Filomena» oggi centro di accoglienza per i poveri di Zanni, «i sacerdoti erano don Pietro e don Camillo, quel giorno. Pregavamo con le mani giunte, il rosario incastrato tra le dita ricoperte da guantini di pizzo. Conservo ancora il libricino delle preghiere che avevamo in mano e anche l’abito che mamma Nina, che non c’è più, andò a comprare».
A quel tempo «al catechismo si imparavano le preghiere a memoria e il sacerdote ci interrogava durante i ritiri spirituali».
Nel corso della cerimonia, l’attrice conserva nella mente il momento del ricevimento dell’ostia «che non si doveva masticare, ma si doveva sciogliere in bocca. Il concetto era che il corpo di Cristo doveva calare dentro di te lentamente». Non ha gustato granché il sorso di vino. Non ha dimenticato, Di Tonno, neppure le gote arrossate dalla «vergogna nel momento in cui sono uscita di casa e ad aspettarmi c’era un ragazzo più grande di me, un vicino di casa, di cui ero innamorata. È stato terribile, mi sono vergognata perché mi sentivo bambina».
Dopo la cerimonia, i festeggiamenti con la distribuzione dei confetti, appannaggio delle comunicandi: «Fu una festa con i parenti e un pranzo semplice preparato a casa dalle zie che avevano cucinato tutto il tempo». E i regali? A parte i soldi, un incubo: «Niente giochi, solo biancheria per il corredo e sfilati siciliani».(c.co.)