Una mattinata di pioggia: e la città finisce sott’acqua

Porta Nuova, Colli, riviera, San Donato e Rancitelli: chiusi sottopassi e strade
PESCARA. Strade e sottopassi allagati, tombini che sputano fuori acqua piovana, pattuglie dei vigili urbani che bloccano i tratti non più percorribili, pezzi di asfalto saltati. Scene di una giornata di pioggia, a Pescara. I problemi di sempre si sono ripresentati ieri, dopo due bombe d’acqua, e lo sa bene chi si è messo in auto già nelle prime ore della mattina e chi si è ritrovato con locali di casa, garage o negozio allagati. Il centralino dei vigili del fuoco è stato contattato in continuazione per sollecitare interventi a Pescara, ma anche nell’hinterland (Francavilla, Sambuceto, Cavaticchi), finalizzati ad effettuare prosciugamenti e tentare di fronteggiare l’allagamento delle strade. Tante le segnalazioni di tombini tappati, non puliti, che non hanno permesso all’acqua piovana di defluire, con tutto ciò che ne consegue in termini di disagi. E poi, ancora, infiltrazioni e alberi pericolanti.
L’allarme è suonato nuovo, inesorabilmente, anche in zone da sempre contrassegnate dal problema dell’acqua alta, prima tra tutte viale Pepe, e viale Marconi. Proprio in via Pepe c’è ancora il cantiere dell’Azienda consortile acquedottistica che negli ultimi mesi ha interessato il primo tratto di fosso Bardet (da viale Marconi), con la ricostruzione di circa 150 metri del canale (trovato in condizioni disastrose, con il fango nella parte sottostante). È stata aumentata notevolmente la portata (in alcuni punti arrivava a 20 centimetri, mentre ora oscilla da 80 centimetri a un metro e 10 e l’acqua scorre più velocemente), ma non è bastato, è evidente, perché il lavoro non è stato ancora concluso, va proseguito in direzione del mare. E poi c’è sempre un limite del sistema (che riceve acque nere e bianche insieme) che non è in grado di reggere le piogge abbondanti come quelle di ieri.
«In via Pepe come in altre strade c’è un problema strutturale, una questione antica», commenta l’assessore comunale Luigi Albore Mascia. «Quella è una zona depressa strutturalmente, l’Aca ha già realizzato un lavoro importante e ora in quello stesso tratto sono partiti i lavori infrastrutturali del Comune che sono utili anche per le piogge, ad esempio per i cordoli che arginano l’avanzata dell’acqua. Ma i lavori dell’Aca devono proseguire anche su altri due tratti e sempre l’Aca dovrà realizzare una vasca di prima pioggia, tra lo stadio e l’antistadio, per raccogliere e smaltire l’acqua piovana. E dovrebbe migliorare la situazione. Ci sono poi le pompe di sollevamento, all’altezza della rotatoria di viale Pindaro», che ieri si sono attivate per dirottare l’acqua verso Fosso Vallelunga. «Il problema è che quando scendono in pochi minuti 15-20 millimetri di pioggia, gli impianti vanno in sofferenza. Accade perché i lavori non sono stati completati per cui il test è ancora parziale e perché andrebbero realizzati lavori sul fosso Bardet anche verso la collina», non solo in direzione del mare.
Ma l’acqua alta ha creato problemi anche altrove: in via Tavo, via Osento, via Tirino, via Raiale, via Spaventa, via Pretuzi, via del Santuario, via di Sotto, via Valle di Rose, la riviera sud, via Celommi, nelle vicinanze del carcere di San Donato, solo per dirne alcune. E gli automobilisti si sono trovati la strada sbarrata, tra l’altro, nei due sottopassi di via Raiale vicini alla Fater e al ponte di Capacchietti.
L’assessore comunale Isabella Del Trecco, da parte sua, ha effettuato una serie di sopralluoghi con il personale di Ambiente spa, che «si occupa della pulizia dei tombini, a maggior ragione quando c’è l’allerta per la pioggia in arrivo». E anche ieri gli operai erano al lavoro, per valutare dove intervenire nell’immediato. «Ma il problema non è rappresentato tanto dai i tombini da pulire, anzi ritengo che funzionino, quanto dal materiale trascinato proprio dalla pioggia, come terra e foglie, che ostruiscono. E poi ci sono dei problemi strutturali, in alcune strade che si sono allagate. Problemi che ci portiamo dietro da tempo. Penso, ad esempio, a strada Fonte Locca, dove la fogna che raccoglie anche le acque piovane non è più sufficiente, essendo aumentato il numero delle famiglie. I problemi, comunque, sono stati registrati mentre pioveva: un po’ per volta l’acqua si è ritirata. E quando sono arrivata in via Marconi l’allagamento era rientrato».

