Una mostra nel convento di Colleromano

L’antico complesso danneggiato dal sisma del 2009 riapre domani per un evento di Italia Nostra
PENNE. Il convento di Colleromano torna ad aprire al pubblico, seppur parzialmente. Domani, alle ore 17.30, nell’ex convento si terrà la mostra di pittura “Due artisti per Colleromano - Gaetano D’Addazio & bruno Candeloro”, organizzata da Italia Nostra sezione di Penne in collaborazione con l’associazione San Cesidio Giacomantonio e con il patrocinio del Comune.
La mostra sarà allestita nel corridoio dei due chiostri del convento di Santa Maria di Colleromano. Gli studenti dell’istituto tecnico commerciale e per geometri cureranno l’accoglienza e accompagneranno chi vorrà visitare anche il museo e la biblioteca.
«La manifestazione culturale rientra nell’ambito di un percorso di valorizzazione intrapreso da Italia Nostra per la valorizzazione e il recupero della chiesa e del convento di Santa Maria di Colleromano, dal 1506 uno dei più significativi luoghi dell’osservanza francescana d'Abruzzo. Un sentito ringraziamento a quanti hanno collaborato per la riuscita della manifestazione e soprattutto ai due artisti, D’Addazio e Candeloro, i quali con l’esposizione delle loro opere hanno rimesso al centro dell’attenzione la nostra Colleromano», sottolinea il presidente di Italia Nostra Penne, Antonio Di Vincenzo.
L’intero complesso di Colleromano, gravemente danneggiato dopo il terremoto del 2009, necessita ancora oggi di un importante intervento di consolidamento e ristrutturazione, per un importo complessivo previsto di 6 milioni di euro. La struttura conventuale di Colleromano, divenuta di proprietà comunale nel 2019, dopo un lungo passaggio dalla Provincia Monastica per volontà dei frati Minori, è oggi in buona parte gestita dall’associazione San Cesidio. Si tratta di un complesso monastico che, oltre alla chiesa, dispone di un’antica biblioteca, con testi che risalgono al 1200, e di un bellissimo bosco. Edificata agli inizi del ’300, la chiesa romanica ha il portale d’ingresso con una scultura del Trecento e al suo interno custodisce l’affresco “Laudi della vergine” del XV secolo e il dipinto della “deposizione” della fine del XV secolo.

