«Una onlus per assistere chi non ce la fa»

18 Giugno 2015

«Confermo i dati nazionali. Anzi, a livello locale c’è stata per gli avvocati una riduzione reddituale ancora più significativa, perché a fronte della crisi il numero degli avvocati da noi è...

«Confermo i dati nazionali. Anzi, a livello locale c’è stata per gli avvocati una riduzione reddituale ancora più significativa, perché a fronte della crisi il numero degli avvocati da noi è quadruplicato negli ultimi vent’anni, con una progressiva riduzione delle opportunità di lavoro». Donato Di Campli, presidente dell’Ordine provinciale degli Avvocati a cui sono iscritti 1.680 professionisti, oltre a 300 praticanti, non si stupisce di quello che raccontano numeri e statistiche perché, dice, «è vero: per tanti colleghi oggi il reddito è pari o inferiore a quello di un operaio. Un fenomeno che è andato aumentando soprattutto negli ultimi cinque anni», spiega il presidente dell’Ordine, «e sul quale molto ha inciso dal 2006 la legge Bersani che, liberalizzando, ha tolto il minimo di tariffa. Ne hanno approfittato banche e assicurazioni che ormai dettanno convenzioni a condizioni ridicole: per pratiche da 200mila euro all’avvocato toccano 200 euro. È questo che sta capitando. E forse è anche per questo che se il numero degli avvocati è aumentato, si sta invece riducendo quello dei praticanti. Segno», sottolinea Di Campli, «che questa professione non è più appetibile tra i giovani laureati che iniziano a guardare anche altrove. Ma comunque non ci sono sbocchi o alternative per un giovane laureato in giurisprudenza perché c’è la chiusura dei concorsi pubblici. Non si fanno più concorsi nelle amministrazioni, nelle forze di polizia, al contrario di prima quando soprattutto negli enti locali c’erano tante possibilità per un giovane laureato».

Le soluzioni? «Da tempo stiamo lavorando alla costituzione di una Onlus», spiega Di Campli, «ma ci vuole una dotazione patrimoniale di 50mila euro ed è proprio sulle risorse che ci stiamo impegnando. Ma è importante, perché la Onlus dà sostegno economico agli avvocati in difficoltà qualora non abbiano fondi per attingere ai fondi della Cassa forense che interviene quando la difficoltà reddituale coincide con la malattia. La Onlus dovrebbe supplire la Cassa in situazioni in cui, ad esempio, il cliente fallisce perché non ha lavoro, e motivando ovviamente la richiesta con una documentata riduzione del fatturato e del reddito da spiegare anche con motivi contingenti. Speriamo di farcela in autunno, la situazione è nera». (s.d.l.)