Una piazza per mister Galeone a Pescara. Ma mancano ancora i fondi

Comune e Ministero al lavoro per l’area dedicata al Profeta, Albore Mascia: entro il 2027 ci sarà.
Pastore: «Stiamo cercando le risorse». E domani la torre civica si illumina di bianco e azzurro
PESCARA
Giovanni Galeone, il marinaio e il Profeta. L’uomo che manca al calcio e ai pescaresi da ormai un anno, ma che nessuno ha dimenticato quando vede i biancazzurri giocare in campo. E sono proprio questi i colori che illumineranno la torre civica del Comune domani, in occasione dell’anniversario della sua morte all’età di 84 anni. Un omaggio all’uomo che ha fatto sognare un’intera città. Il ricordo, del resto, è già tornato protagonista ieri allo stadio Adriatico-Cornacchia. Prima della partita contro la Torres, sul maxi schermo è comparsa una delle foto più celebri di mister Galeone. Dagli spalti è partito un lungo applauso, l'abbraccio di un pubblico che non ha mai smesso di sentirlo uno di casa. «A un anno dalla sua scomparsa, oggi Pescara e i pescaresi ricordano quello che è stato l'uomo di questo stadio, Giovanni Galeone», ha detto lo speaker Luca Teseo. Quattro promozioni in Serie A, le prime due a Pescara. Allenatore simbolo del calcio offensivo, Galeone ha costruito a Pescara un'avventura che ha fatto parlare di sé nel mondo del calcio. È per questo che da un anno va avanti l’iter per trovare un luogo da dedicargli: prima lo stadio, poi uno spazio tutto suo. Ma il problema, questa volta, sono i fondi.
L'ipotesi di intitolare lo stadio a Galeone, già dedicato al campione olimpionico Giovanni Cornacchia, è stata sostenuta anche dai tifosi, che hanno promosso una raccolta firme. Una strada che non ha trovato seguito, anche alla luce delle perplessità emerse sulla co-intitolazione. Ora l’orizzonte è cambiato. L’obiettivo è individuare un luogo che non sia soltanto un omaggio formale, ma un segno permanente nella geografia e nella memoria di Pescara. «Una piazza, uno spazio pubblico, che possa rappresentare un riconoscimento importante e duraturo», spiega il consigliere Luigi Albore Mascia, che sta seguendo il percorso insieme ai consiglieri Massimo Pastore, Adamo Scurti e Loris Mazzioli. «L'idea è quella di andare oltre la semplice intitolazione dello stadio, una struttura che, nel corso del tempo, potrebbe anche essere trasformata o abbattuta. Vogliamo individuare un luogo che resti nel tempo, profondamente legato all'identità di Pescara e alla sua storia sportiva». Un progetto che punta ad allargare il coinvolgimento istituzionale, chiamando in causa il Ministero per lo Sport e i Giovani, il Coni e Sport e Salute. Sono già state avviate interlocuzioni con il ministro Andrea Abodi, anche attraverso una prima call promossa su sua iniziativa, per cominciare a delineare il percorso e le possibili collaborazioni. La scadenza ideale è il 2027. «L'obiettivo è arrivare a un risultato concreto entro il 2027, anno del Centenario di Pescara, contribuendo anche attraverso questa iniziativa a rafforzare e valorizzare l'identità della città», sottolinea Albore Mascia.
Dalle idee bisogna però passare ai fatti. E qui entra in gioco il capitolo delle risorse economiche. Nel Piano triennale delle opere pubbliche 2026-2028 è stato proposto e approvato un emendamento per inserire un intervento da circa 700 mila euro destinato alla realizzazione della “Piazza dello Sport”. «L'intervento prevede il ricorso alle risorse derivanti dalle alienazioni patrimoniali del Comune», spiega il consigliere Massimo Pastore. «È importante precisare, tuttavia, che al momento i fondi non sono ancora effettivamente disponibili». La previsione, dunque, è stata inserita nella programmazione, ma la copertura economica non è ancora una certezza. Da qui la necessità di proseguire il confronto con le istituzioni e di esplorare ulteriori canali di finanziamento, anche attraverso il coinvolgimento del Ministero. Sulla stessa linea l’assessore allo Sport Patrizia Martelli: «Come amministrazione comunale, ci stiamo muovendo per individuare un luogo significativo e soprattutto iconico da intitolare alla sua memoria. Sappiamo che non è possibile procedere formalmente all’intitolazione dello stadio, ma questo non ci impedirà di trovare una soluzione altrettanto prestigiosa e rappresentativa. Vogliamo fare le cose per bene. Giovanni Galeone merita il massimo riconoscimento possibile e la scelta del luogo dovrà essere all’altezza della sua grandezza e del legame straordinario che ha costruito con Pescara e con i pescaresi. Una cosa è certa: Pescara dedicherà a Giovanni Galeone un luogo capace di rendergli il giusto tributo e di tramandarne il ricordo alle future generazioni».
Intanto, il primo omaggio concreto arriverà dalla Torre civica, che domani si accenderà con i colori della città e della squadra. Una richiesta avanzata dal consigliere Loris Mazzioli, che subito dopo la scomparsa del Profeta aveva protocollato anche una proposta di co-intitolazione dello stadio a Giovanni Galeone. «La proposta, tuttavia, non ha avuto seguito, anche perché l'orientamento generale dell'amministrazione è oggi rivolto verso un progetto diverso», spiega Mazzioli, che è tornato a ricordare Galeone anche nell'ultimo Consiglio comunale, chiedendo, come Fratelli d'Italia, proprio l'illuminazione della Torre civica con i colori biancazzurri. «Per rendergli omaggio e testimoniare quanto il suo nome sia parte della nostra storia».

