«Una puntura al viso sotto il casco così ho rischiato di morire in strada»

27 Settembre 2015

«Due anni fa stavo partecipando a un raduno di moto ad Atessa e lì ho rischiato di morire. Fino a quando avevo una trentina d'anni ero stato punto dalle api e non avevo mai avuto problemi di allergie....

«Due anni fa stavo partecipando a un raduno di moto ad Atessa e lì ho rischiato di morire. Fino a quando avevo una trentina d'anni ero stato punto dalle api e non avevo mai avuto problemi di allergie. A 50 anni, però, qualcosa è cambiato e quel giorno, ho rischiato di morire: un’ape mi è entrata nel casco e mi ha punto vicino a un occhio. Non gli avevo dato neanche troppo peso, poi, poco dopo, quando stavo tornando a casa lungo la superstrada del Sangro, mi sono sentito male: ho fatto appena in tempo ad accostare ma sono caduto. Ero in choc anafilattico». È il racconto di Fausto Mucci, uno che sa che con il veleno di api e vespe non si può scherzare. «Mi ha soccorso un albanese che tornava dal mare e che non ho più ritrovato: mi piacerebbe ringraziarlo per quello che ha fatto. Poi, mi hanno portato all’ospedale di Lanciano con l’elisoccorso: i medici mi hanno salvato con una puntura di adrenalina. Solo qualche minuto in più e, adesso, non sarei qui a raccontarlo. Ora che faccio regolarmente i vaccini non ho problemi anche se giro sempre con cortisone, antistaminico e adrenalina nel borsello. Il reparto di Allergologia di Pescara è un’eccellenza: tutti, dal primario Nicola Verna agli infermieri, si mettono a nostra disposizione per conciliare le cure con il lavoro. Quando vado a fare i vaccini, entro alle 8,15 e alle 8,45 sono già fuori. Quel reparto è un modello da copiare e non da ridimensionare».