Una razzia al ritmo di dieci bici al giorno

30 Gennaio 2015

In città ormai è un incubo. Gli ultimi colpi nella zona tra via Trento e via Roma, tra le vittime anche un poliziotto

PESCARA. Sono tornati. Ieri notte i ladri di biciclette si sono rimessi all’opera, come ormai fanno in maniera sistematica e periodica: puntano una zona e fanno razzìa. Ieri notte è toccato alla zona del centro, tra via Roma e via Trento, dove ne hanno fatte fuori una decina, ma c’è da scommettere che si sono allargati anche altrove: non tutti denunciano il furto della bicicletta, un po’ per rassegnazione un po’ per pigrizia. Dunque, più che i numeri, che polizia e carabinieri proprio per questo stentano a mettere insieme, è la strada che racconta un fenomeno che ormai colpisce tutti, e più di una volta.

Ieri notte c’è capitato perfino un poliziotto: una city-bike da 200 euro che i ladri gli hanno portato via con tutta la catena. Ma chi ruba le biciclette? E soprattutto, dove vanno a finire? I carabinieri di Pescara la scorsa estate avevano provato a scoprirlo con una serie di servizi mirati che li avevano portati a individuare due furgoni bianchi sospetti che la notte circolavano nella zona della Madonnina, sulla riviera nord dove in quel periodo erano sparite decine di biciclette. Ma la pista non funzionò, i furgoni non c’entravano niente con i furti e via, punto e a capo. Anche se poi l’ipotesi degli investigatori resta legata proprio all’azione di bande che, dopo aver studiato il territorio, di notte si aggirano per la città con grosse tronchesi o addirittura mole, tagliano le catene dei lucchetti che ormai possono superare anche il chilo di peso e poi caricano le bici e spariscono. Salvo poi, per il proprietario, rivedere la propria bici su un sito di vendite on-line (com’è capitato a un pescarese che pur di riaverla ha pagato 50 euro) o addirittura in qualche negozio.

«Il mercato parallelo esiste», ammette Roberto Finocchio, “il biciclettaio” di via Gramsci, «il dubbio deve venire quando in un negozio si trovano troppe bici usate. Perché in realtà le bisi usate da noi rivenditori non sempre si trovano, anche se oggi la richiesta dei clienti è tanta proprio perché dopo i furti nessuno ha voglia di investire troppo sulla bicicletta e cercano quella più vecchia e brutta, per spendere 50, 100 euro al massimo. Io ad esempio l’anno scorso ne ho avute una ventina in tutto, ma è stato un record: sono biciclette che dà indietro chi decide di sostituire la vecchia con una bicicletta nuova, oppure chi viene per farsela rimettere a posto e poi, a parità di spesa, decide di acquistarne una nuova e mi lascia la vecchia. Io me la rimetto a posto a tempo perso e poi, quando è pronta, la rivendo. Perché purtroppo, e questo è un danno per noi che le vendiamo, ormai chiedono solo bici di seconda mano. Da me su dieci clienti, otto entrano dicendo che gli hanno rubato la bicicletta e ne devono prendere un’altra. Ne rubano tantissime, di continuo, d’estate e d’inverno. D’estate, a fare un calcolo grossolano, ma pure in difetto, si può dire che rubano 300 biciclette al mese, 10, 12 al giorno, e non sto esagerando». Ma il fatto è che rubano anche le biciclette più vecchie, le più arrugginite, perchè poi il mercato è vario: quelle nuove vengono ripiazzate, quelle vecchie fatte a pezzi. E i cittadini non ce la fanno più.

Perché poi il ladro di biciclette non punta solo a quelle lasciate per strada: salta cancelli, com’è successo in via Mazzini, entra nei portoni, come è accaduto più volte in via Milano o addirittura, è storia di pochi giorni fa, s’intrufola nell’ufficio al piano terra e, con il proprietario dentro, di soppiatto e in pieno giorno tira fuori la bicicletta dallo sgabuzzino e sparisce. E chi, lasciando la bici per strada, prova a legarla vicino a qualche telecamera, si rassegni: il ladro di biciclette è un ladro impunito. Ruba pure quella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA