Una ricerca disperata L’Esercito sul Velino

29 Gennaio 2021

Gli alpini utilizzano metaldetector, si scava fino a quattro metri di profondità Oggi arriva uno speciale gatto delle nevi. Il questore: «Non ci fermiamo»

MASSA D’ALBE. Si scava nella neve ghiacciata, con picconi, pale, ma anche a mani nude. In una corsa contro il tempo che si fa sempre più disperata. Oggi è il sesto giorno di ricerche sul Monte Velino e nei cinque precedenti non è riemersa neppure una traccia dei quattro escursionisti di Avezzano dispersi da domenica, i cugini Tonino Durante e Gian Mauro Frabotta e i fidanzati Valeria Mella e Gianmarco Degni. Familiari e amici, così come tutta la città di Avezzano, continuano a sperare, ma la fiammella accesa nel cuore si va spegnendo di ora in ora.
METALDETECTOR E GEORADAR. Sul fronte della valanga i militari del 9° Reggimento Alpini dell’Aquila hanno utilizzato anche i metaldetector in cerca di una traccia sotto il duro strato di neve che in alcuni punti raggiunge una profondità di 9 metri. I vigili del fuoco hanno impiegato anche un georadar. La zona da ispezionare è grande e impervia. I soccorritori, in squadre da 15 uomini, si sono concentrati anche ieri nei punti in cui uno speciale elicottero della Guardia di finanza ha captato i segnali dei telefonini appartenenti a tre componenti del gruppo. Contemporaneamente si è scavato a mano anche nei punti indicati dalle unità cinofile. In particolare, due cani hanno rilevato ripetutamente segnali in una zona ben precisa. «Si sonda a quattro metri di profondità, a una distanza di 60 centimetri», spiega l’ispettore Paolo Borgonovo, a capo dell’unità cinofila speciale della polizia di Stato arrivata da Moena (Trento), «sui punti dove i cani hanno segnato, abbiamo scavato per circa quattro metri, oltre i quali si è formato uno stato di neve piuttosto duro. La spessore della valanga è formato da neve stratificata con diverse densità. Per giunta si è alzato il vento che ha reso difficile l’attività di fiuto dei cinofili. Si sta vagliando l’ipotesi di portare in quota un gatto delle nevi, ma a quel punto bisogna decidere dove scavare e dove ammucchiare la neve».
MEZZO DA OVINDOLI. Giancarlo Bartolotti degli impianti sciistici Monte Magnola di Ovindoli ha messo a disposizione dei soccorritori uno dei gatti delle nevi. Il mezzo battipista potrebbe essere portato a Valle Majelama già oggi pomeriggio. Salvo condizioni meteo proibitive per i mezzi aerei, si attendono solo le autorizzazioni. Con i suoi 500 cavalli di potenza, il gatto delle nevi della Monte Magnola impianti è in grado di spostare grandi quantità di neve. Sul luogo della valanga potrebbe essere d’aiuto ai soccorritori per rimuovere lo strato di neve nei punti in cui le sonde vanno a vuoto. Affinché le unità cinofile possano fare il loro lavoro, ovvero fiutare eventuali molecole dei dispersi, occorre che i sondatori riescano a bucare lo strato di neve lungo tutta la sua profondità. Ci vorranno due elicotteri per trasportare il gatto delle nevi. L’Erickson a doppia elica dei vigili del fuoco di base a Ciampino è l’unico in grado di sollevare i 73 quintali del mezzo, mentre un secondo velivolo trasporterà la lama che sposta la neve. Durante il trasporto, l’elicottero dovrà seguire una rotta senza sorvolare i centri abitati (per ovvie questioni di sicurezza). Probabilmente il gatto delle nevi sarà scaricato all’inizio del sentiero 8, al rifugio Casale da Monte.
INDAGINI SU CHIAMATE SKYPE. Intanto si continua a indagare sulle chiamate via Skype partite dall’account di Gian Mauro Frabotta e arrivate a quello di un collega di lavoro. Uno speciale nucleo dei carabinieri sta lavorando per cercare di risalire alla data esatta delle telefonate registrate sulla piattaforma Microsoft molto utilizzata negli ambienti di lavoro. Possibile che le chiamate risalgano a prima di domenica e gli avvisi siano arrivati solo mercoledì. Ma in questi casi nulla si può escludere.
IL QUESTORE: «SI VA AVANTI». Ieri mattina al campo base di Forme sono arrivati il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, e il questore Gennaro Capoluongo. Dopo uno scambio di battute con il coordinatore dei soccorsi per fare il punto sulle operazioni, il prefetto, il questore e il colonnello dei carabinieri Nazareno Santantonio hanno voluto incontrare i familiari dei dispersi. «Si valuta ora per ora», dichiara Capoluongo al Centro, «ho fortemente voluto qui a Massa d’Albe gli specialisti di Moena che rappresentano un’eccellenza della polizia di Stato per preparazione ed esperienza sul campo in scenari di ricerca come questo. Impossibile al momento fare previsioni sulle operazioni di ricerca», conclude il questore, «si continuerà a lavorare fin quando si potrà, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteo».
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