Una sala per i ragazzi del rione

25 Marzo 2015

Inaugurato nuovo locale della parrocchia. Don Max: sarà un luogo per studiare

PESCARA. Un nuovo salone di cento metri quadrati di grandezza attrezzato con tavoli, sedie, crocifisso in legno, videoproiettore con pannello e bagni anche per i disabili e una terrazza di 350 metri quadrati. Questi i nuovi spazi della parrocchia di San Pietro Martire, la chiesa del rione Fontanelle, inaugurati alla presenza di don Massimiliano De Luca e del vicario generale della diocesi don Vincenzo Amadio. Benedetta anche la nuova statua del Sacro Cuore, posta in direzione della strada e delle case popolari come segno di accoglienza, e svelato il murales realizzato dai 40 ragazzi dell’oratorio. La particolarità è che tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione della struttura sono fontanellesi. «La saletta che avevamo», racconta don Massimiliano, «era quella della vecchia chiesa di Santa Filomena dove sono state sepolte persone fino al 1870, resa poi saletta dal mio predecessore don Bruno Cicconetti. Però qui di fatto non c’era niente, solo la chiesa e la saletta. Per questo, grazie a un intervento di Gianni Teodoro, tramite la Provincia abbiamo avuto un finanziamento di 45 mila euro al quale abbiamo aggiunto altro denaro ricavato dalla popolazione, che abbiamo dirottato per costruire questo salone con la terrazza. Questo luogo è strategico per la parrocchia, perché si pone al centro tra la realtà delle case popolari e quella della Fontanelle storica che qui si devono incontrare. C’è una stradina sterrata, e non sappiamo cosa accadrà in futuro, che dà accesso alla nuova sala parrocchiale, ma l’intento era proprio quello di creare un luogo di incontro tra queste due realtà che si sono sempre mal sopportate perché la Fontanelle storica, un nucleo del 1700, creatosi intorno alla villa dei Baroni Enrici, si sono visti quasi deturpati dalle case popolari dove ben sappiamo che cosa c’è e le case popolari si sentono mal sopportate purtroppo. Questo luogo vuol essere proprio l’incontro tra la vecchia e la nuova Fontanelle e i ragazzi dell’oratorio sono la visualizzazione di questo incontro visto che ci sono ragazzi delle due realtà che giocano insieme». Don Max focalizza l’attenzione proprio sui ragazzi e sul ruolo sociale dell’oratorio: «Prima di tutto svolgono attività scolastica, studiano dalle 15 alle 16,30 e io voglio vedere le pagelle e, per fare un esempio, mi fa piacere che le figlie di una famiglia rom vadano bene. Poi, fanno attività di vario tipo come il gioco e corsi pratici. Questo spazio sarà più adeguato per loro anche se la strada è la mia forza perché lì si vede benissimo che i ragazzi ci sono. Questa è una parrocchia che vive dalle tre fino a mezzanotte».

Don Max dice che la situazione del rione è migliorata: «L’aria è cambiata rispetto a qualche anno fa, ci sono molti anziani oltre ai soliti nomi, ma si vede che c’è stato un calo della criminalità grazie alla combinazione di una serie di eventi che ha portato di fatto all’eliminazione di certi personaggi, parliamo di gente al limite dell’analfabetismo che pensava di poter fare da padrone e sotto. Adesso è rimasta la microcriminalità, che comunque non auguro a nessuno. Poi, ci sono abusivi che si allacciano alle utenze del condominio e altri fenomeni tipo il garagismo. Ma parliamo di un 95 per cento di persone perbene».

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