Una spesa di 4,4 milioni per i seggi e il personale

20 Gennaio 2024

Sarà la Regione a rimborsare ciascuno dei 305 Comuni per tutte le attività svolte A Pescara andranno 415mila euro, all’Aquila un tetto massimo di 213mila euro  

L’AQUILA. Costeranno 4 milioni e 400mila euro, alle casse della Regione, le consultazioni elettorali del 10 marzo per scegliere il presidente della giunta e rinnovare il consiglio regionale. Il Dipartimento della presidenza della giunta regionale ha pubblicato la delibera sulle modalità di rendicontazione delle spese sostenute dai Comuni abruzzesi per lo svolgimento della consultazione elettorale. Contestualmente, è stato pubblicato anche il prospetto riguardante l’importo massimo rimborsabile a ciascun comune per le spese anticipate, con il tetto di spesa per ciascuno dei 305 comuni abruzzesi e l’elenco della tipologia di spese che i Comuni devono anticipare prima di essere rimborsati dalla Regione.
a chi tocca Pagare
È la legge regionale 9 del 2013 a stabilire che “le spese inerenti all’attuazione delle elezioni del Consiglio regionale e del presidente della Giunta regionale, ivi comprese le competenze spettanti ai membri degli Uffici elettorali, sono a carico della Regione. Gli oneri relativi al trattamento economico dei componenti dei seggi elettorali e gli altri comunque derivanti dall’applicazione della legge, non facenti carico direttamente all’amministrazione regionale, sono anticipati dai Comuni e sono rimborsati dalla Regione in base a documentato rendiconto presentato entro il termine perentorio di tre mesi dalla data delle consultazioni». La delibera approvata due giorni fa fissa sia le modalità di rendicontazione sia il prospetto sull’importo massimo rimborsabile a ciascun comune, elaborato facendo riferimento agli onorari da liquidare ai componenti dei seggi ordinari e speciali nonché a parametri per sezione e per elettore con quote maggiorate per i Comuni aventi fino a 3 sezioni elettorali.
la mappa della spesa
Ecco, nel dettaglio, quanto potranno spendere i 17 Comuni abruzzesi che hanno una popolazione superiore ai 15mila abitanti. La fetta più grande della torta spetta al Comune di Pescara, che ha 170 sezioni elettorali (più 2 speciali) e 97.248 elettori: 415.845,69 euro. Seconda posizione per L’Aquila, che conta 81 sezioni (+1) per un totale di 55.453 elettori: il tetto massimo di spesa per il capoluogo di regione è fissato in 213.473,36 euro. Sul gradino più basso del podio Montesilvano. La terza città abruzzese per numero di abitanti, con le sue 52 sezioni elettorali per 42.101 aventi diritto al voto, può spendere fino a 147.347,26 euro. A seguire, nell’ordine, gli altri due capoluoghi di provincia: Teramo (80 sezioni più una, 41.942 elettori, 189.336,65 euro) e Chieti (54 sezioni più una, 40.873 elettori, 149.176,59 euro). In sesta posizione Avezzano, che potrà spendere fino a 125,318,15 euro a fronte di 48 sezioni (più una) e 31.927 elettori. Settima posizione per Vasto (44 sezioni più una, 33.266 elettori, 121.661,33 euro) e ottava per Lanciano (44 sezioni più una, 28.047 elettori, 112.907,86 euro). L’elenco prosegue con la nona posizione di Francavilla al Mare (22 sezioni, 21.051 elettori) che ha un tetto di spesa pari a 67.771,84 euro) e la decima di Roseto degli Abruzzi (24 sezioni, 20.868 elettori, 70.416,22 euro di spesa rimborsabile). Scorrendo ancora l’elenco si arriva all’11ª posizione di Giulianova (23 sezioni più una, 19.434 elettori, 67.473,07 euro). Subito dietro Ortona (27 sezioni, 18.505 elettori, 70.879,90 euro); Sulmona (26 sezioni, 18.318 elettori, 70.028,25 euro); San Salvo (20 sezioni, 15.432 elettori, 55.396,17 euro); Spoltore (20 sezioni più una, 15.455 elettori, 56.372,40); Martinsicuro (13 sezioni, 11.933 elettori, 39.197,93 euro); Silvi Marina (14 sezioni, 12.358 elettori, 41.386,42 euro). Il contributo più piccolo (1.915,75 euro) al Comune di Montelapiano (Chieti) che ha una sola sezione e 64 elettori.
le spese rimborsabili
Sono nove le voci di spesa che i Comuni possono farsi rimborsare dalla Regione. Di seguito, nel dettaglio, le tipologie ammesse: compensi ai componenti dei seggi elettorali; retribuzioni per prestazioni straordinarie rese dal personale comunale; assunzioni di personale a tempo determinato; stampati non forniti direttamente dalla Regione; trasporto del materiale di arredamento delle sezioni elettorali; spese per i tabelloni della propaganda elettorale; allestimento dei seggi; spese postali e telegrafiche per le elezioni; altre spese. Non sono rimborsabili, infine, le spese per nuove cabine elettorali, bandiere, transenne, tavoli e sedie per i seggi.
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