Una squadra speciale tra i fornelli del parco

A Villa de Riseis il bar-ristorante è gestito da giovani disabili
PESCARA. I progetti da realizzare sono tanti. E l’entusiasmo che si respira, enorme, irrefrenabile, è una spinta straordinaria per portarli avanti tutti. La cooperativa Aurora “Valori & Sapori” è una macchina sempre in movimento, da mattina a sera, e il motore è costituito dai soci. Sono persone speciali, senza dubbio, perché si tratta (per lo più) di soggetti disabili e svantaggiati affiancati dai docenti dell’istituto alberghiero “De Cecco”.
La cooperativa, che si è aggiudicata la gestione del parco comunale, si regge sui proventi del ristorante interno al parco, che si chiama Taverna Caffé Villa de Riseis, dove i ragazzi si occupano di tutto, sotto lo sguardo attento di Matteo, Ivon e Letizia, anche loro soci. Ed è sufficiente varcare la porta di ingresso per rendersi conto che questa cooperativa è una realtà unica. E il presidente, Carlo Pepe, ce la sta mettendo tutta per portare avanti l’impresa. Lo sta facendo con gli altri, nonostante le difficoltà, che non mancano.
Che momento è questo?
L’inverno è un periodo particolare, più difficile. Noi lavoriamo con le famiglie e con i bambini, considerato che siamo in un parco. Ma con il freddo le famiglie escono meno. Quindi le cose vanno bene da giugno a settembre, durante i periodi di festa, mentre durante il resto dell’anno ci dobbiamo inventare delle attività perché la struttura è imponente e le spese da sostenere ci sono, con 15 dipendenti (di cui 10 in situazione di svantaggio). E noi vogliamo mantenerli tutti. Il nostro principio è: o tutti o nessuno. Voglio sottolineare su questo punto il grande impegno dei soci volontari, ai quali va il mio più sincero ringraziamento.
Ci sono molti addetti, per essere un ristorante. Uno dei tanti ristoranti di Pescara.
La concorrenza c’è, certo. Pescara è una delle città in Italia con più locali. Ma non c’è un altro locale come questo, in città. Cioè un posto dove si fa ristorazione in questi termini. Chi mangia qui finanzia un’attività che tende esclusivamente ad inserire nel mondo del lavoro persone che avrebbero difficoltà a trovare occupazione. D’altronde, incontrano difficoltà i normodotati, figuriamoci i ragazzi svantaggiati. Sarebbero esclusi dal mondo del lavoro, invece qui diventano protagonisti e a fianco ad ognuno di loro c’è uno di noi, che lo segue, sempre. Qui sono tutti uguali, soci allo stesso modo. E le cose vanno: nessuno credeva che potessero andare così bene. Bisogna solo saper superare i momenti più difficili dell’anno.
C’è qualcuno che vi aiuta, vi sostiene, vi supporta?
Tra i progetti che stiamo portando avanti c’è quello per la creazione, dentro a Villa de Riseis, di un giardino sensoriale, destinato a chi è affetto da Alzheimer, che costa circa 60mila euro. Ed è una cifra consistente, per noi. Una ditta di Brescia, la Univet, si è messa in contatto con noi grazie alla intermediazione di un nostro amico, Alessandro Rasetta. E ha fatto qualcosa di eccezionale. Undici persone, tutte con un ruolo di responsabilità all’interno di questa azienda – che opera nel campo degli occhiali – sono arrivate a Pescara per aiutarci. Sono rimaste qui tre giorni e hanno collaborato alla messa in posa del percorso in betonella, insieme ad alcuni nostri ragazzi e genitori. Per loro è stato un modo per stare insieme fuori dal lavoro, per noi è stato un grande aiuto. Un gesto che abbiamo accolto con immenso piacere. Tante volte abbiamo chiesto sostegno anche qui, a Pescara, ma le risposte positive si contano sulle dita di una mano. Comunque il progetto del giardino sensoriale sta andando avanti e la settimana scorsa abbiamo sistemato cento piante di alloro per delineare il perimetro. Poi faremo un laghetto con una cascata. Insomma, andiamo avanti e vorremmo farci conoscere sempre di più. I pescaresi possono aiutarci venendo qui ma anche attraverso la donazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi.
Che altro fate?
Tante cose, come il centro di aiuto allo studio, con le ripetizioni gratuite offerte da una insegnante dell’Alberghiero agli studenti delle medie, e poi uno sportello sociale (affidato ai volontari) che aiuta le persone in difficoltà, ad esempio gli anziani che devono sbrigare delle pratiche. E ci sono i laboratori per i ragazzi, come quello per il lavaggio e la stiratura di tutti i capi in tessuto utilizzati in cucina e al ristorante e quello di cucina, necessario per affinare, migliorare e potenziare le basi acquisite fino ad ora.
È difficile andare avanti?
È difficile, in alcuni momenti, mantenere tutto il personale. Ma non vogliamo fare a meno di nessuno dei nostri ragazzi. Le risorse per mandare avanti tutto il progetto di gestione del parco arrivano dal ristorante ed è per questo che organizziamo continuamente delle iniziative, delle serate, come quelle a cui stiamo pensando per San Valentino e Carnevale. A tavola ci saranno, come sempre, le nostre pietanze, quelle del menu tipico abruzzese. E ci sarà l’intrattenimento musicale. Poi c’è il thè pomeridiano, con i dolci preparati dai ragazzi.
Lei dice che siete unici, ma molti non vi conoscono. Cosa direbbe per promuovere questa “impresa” e aiutare i ragazzi a rimanere nel mondo del lavoro?
La cucina è affidata a 4 ragazzi, affiancati dal cuoco e da alcuni soci volontari della cooperativa. È una cucina semplice, come quella della nonna o della mamma, e il rapporto qualità-prezzo è senza eguali, sul territorio. Io ci verrei volentieri. Ecco, direi questo ai pescaresi. Ma so, da professionista e da pignolo quale sono, che dobbiamo migliorarci. E c’è la voglia di farlo.
La sua raccomandazione ai ragazzi?
Li invito sempre a seguire i clienti in ogni momento, da quando entrano a quando vanno via, preoccupandosi dell’accoglienza e dell’intrattenimento. Il cliente va coccolato.
Come vede il futuro?
Il trend è sempre stato positivo, da quando abbiamo cominciato, cioè da agosto del 2015. Non abbiamo debiti, anzi, abbiamo restituito anche un prestito ricevuto da Microcredito nel 2015. Vogliamo andare avanti fino a fine mandato. E poi proseguire anche oltre.
Il ricordo più bello?
L’entusiasmo dei ragazzi, la gioia di questi giovanotti. Anche nei momenti più difficili hanno sempre voglia di darsi da fare. Loro sono la nostra forza.
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