Una strada o un parcheggio al posto del mercato etnico

Lega e Fratelli d’Italia: «La struttura è sempre vuota, utilizziamola in altro modo» Ma Forza Italia avverte: «Se si cambia destinazione interviene la Corte dei conti»
PESCARA. La maggioranza è divisa sul futuro del mercatino etnico. La conferma è arrivata ieri, durante i lavori della commissione Sicurezza, presieduta da Armando Foschi. Era stato previsto un sopralluogo per andare a verificare le condizioni del mercatino che, da quando è stato aperto, ospita appena uno o due commercianti ambulanti, su 76 licenze assegnate dal Comune. Il sopralluogo non c’è stato, perché il segretario della commissione è in ferie.
Ma la seduta si è svolta lo stesso su questo argomento, ma in Comune ed è rispuntata l’idea, già lanciata dal centrodestra in campagna elettorale, di cambiare destinazione a quel sottopasso, che la precedente giunta di centrosinistra, ha voluto trasformare in un mercato etnico per consentire agli ambulanti senegalesi di tornare a svolgere la loro attività di commercianti.
Il centrodestra, però, la pensa diversamente. Lega e Fratelli d’Italia puntano a smantellare nel prossimo futuro il mercatino e a realizzare qualcosa di diverso in quell’area. «Il mercatino si è rivelato un fallimento e la conferma arriva dalla presenza solo di uno o due commercianti al suo interno», ha affermato ieri il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Pastore, «a questo punto si può pensare di riaprire il sottopasso al traffico, oppure realizzare un parcheggio».
Simile la posizione della Lega che non ha mai visto di buon occhio il mercatino, mentre Forza Italia appare più prudente su questa questione. «C’è una spesa di 250mila euro che è stata fatta dalla precedente amministrazione», hanno fatto notare alcuni esponenti azzurri, «quindi, andrà fatta una valutazione politica. Bisogna poi considerare il fatto che i commercianti potrebbero aver pagato in anticipo fino alla fine dell’anno i permessi al Comune per poter svolgere la loro attività lì. C’è, dunque, un aspetto contrattuale che va rispettato. Inoltre, lì si è fatto un investimento di un certo tipo per una determinata finalità, al limite si potrebbe ripensare la destinazione del luogo in ottica di commercio. Altrimenti, si rischierebbe l’intervento della Corte dei conti».
Lo stesso sindaco Carlo Masci, nel suo programma elettorale aveva ipotizzato una soluzione diversa per i commercianti senegalesi. «L’amministrazione», aveva scritto, «si adopererà per favorire l’integrazione degli immigrati ambulanti regolari nei mercati rionali, ritenendo totalmente errata la scelta di realizzare il mercatino etnico all’interno del rilevato ferroviario». Resta da verificare se sarà possibile dare una destinazione diversa a quell’area assegnata in prestito dalle Ferrovie al Comune proprio con il fine di realizzare un mercato etnico. (a.ben.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

