«Una struttura per i migranti più deboli»

A Città Sant’Angelo il gruppo di opposizione SiAmo chiede di accogliere madri con bambini e disabili
CITTA’ SANT’ANGELO. Attivare uno Sprar a Città Sant’Angelo dedicato alle categorie più deboli: madri con bambini piccoli e portatori di disabilità. È la proposta del gruppo consiliare di minoranza SiAmo, guidato da Maurizio Valloreo, che considera ospitare uno Sprar l’opzione migliore per restituire alle istituzioni locali la facoltà di decidere strategie e interventi per gestire e favorire l'integrazione.
«Accogliere 15 persone piuttosto che centinaia è molto diverso», spiega Lucia Travaglini che ha curato la mozione per il gruppo, «inoltre i richiedenti asilo accolti nello Sprar hanno documenti, possono lavorare, e non cambiano di continuo come accade nei Centri di accoglienza straordinari».
«Noi siamo contrari ai Cas», aggiunge Matteo Perazzetti, «in particolare quando trovano posto in aree residenziali come è accaduto in contrada Madonna della Pace, in un hotel splendido ma che non può ospitare centinaia di persone». Nel Cas di Torre del Moro sono presenti un’ottantina di persone ma in passato sono state anche di più: sul sito dell’hotel, prima della chiusura per accogliere i migranti, le camere a disposizione erano 22. Secondo i consiglieri del gruppo SiAmo «è una questione di dignità umana: c’è chi approfitta della situazione e il Comune non è riuscito a imporsi». Proprio per questo, secondo Travaglini , «attivare lo Sprar consentirebbe alle istituzioni locali di riappropriarsi di strategie per gestire la situazione». Con i Cas, invece, restano in capo al Comune poteri residuali. Diversa la situazione nel Cas del Centro storico angolano, dove vivono 15 persone in due mini appartamenti di proprietà della Asp. I migranti e rifugiati a Madonna della Pace, secondo i dati diffusi dalla cooperativa Eta Beta che gestisce il Cas all’hotel Torre del Moro, sono per metà afghani: gli altri paesi di provenienza sono Pakistan (10%), Gambia (10%), Nigeria (20%), e Bangladesh (10%). La Torre del Moro insiste dove c’era una torre di avvistamento, costruita a vedetta del porto e del tratto di mare prospiciente. Nell’hotel c’è un’ampia sala dove si tengono le lezioni del corso di italiano, le riunioni plenarie e di informazione agli ospiti e viene utilizzata come spazio di preghiera dai beneficiari di religione mussulmana. La taverna funge da refettorio, sala giochi, spazio lettura e tempo libero. Giardino e spazi verdi esterni sono curati anche con la collaborazione degli ospiti. (p.d.s.)

