Una vendetta dietro al rogo dell’azienda

Ad appiccare le fiamme nella sede della Dag è stato un ex collaboratore, di 60 anni. Ora l’uomo è ricercato dai carabinieri
MOSCUFO. È entrato con una tanica di combustibile in mano. La lanciato il liquido infiammabile sui pacchi pronti per la consegna e ha appiccato il fuoco. Poi è andato via, facendo perdere le tracce. Questa la scena che si è verificata martedì, attorno alle 21.20, nel capannone di via Sardegna, a Moscufo, dove ha sede la Dag srl, un corriere espresso che distribuisce in Abruzzo, Marche e Molise. A quell’ora c’erano degli addetti a lavorare, e hanno riconosciuto il responsabile dell’incendio perché anche lui ha lavorato per la Dag srl fino a settembre. È un padroncino, un 60enne di Pescara, che sarebbe stato allontanato dalla società perché non aveva più i requisiti per collaborare, dal punto di vista fiscale. L’uomo non avrebbe preso bene la decisione della società e si sarebbe vendicato, agendo sotto gli occhi degli ex colleghi.
Le fiamme hanno impiegato poco per propagarsi, mandando in fumo sia il materiale da distribuire sia la parte restante del capannone (di proprietà di un unico soggetto), dove una ditta di noleggio conservava alcuni mezzi. L’allarme è partito immediatamente: sono stati avvertiti i vigili del fuoco di Pescara, arrivati con tre squadre, e i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal luogotenente Bruno Trotta. I vigili si sono occupati di spegnere le fiamme e di evitare che creassero danni ulteriori. Sono stati messi in salvo due furgoni e un elevatore, oltre a una moto e ad una Vespa, anneriti dalla coltre di fumo che si è sviluppata nella struttura,. Il lavoro dei pompieri è andato avanti fino all’1.30 e non sarebbero stati trovati inneschi dell’incendio. Ma la tanica, per gli investigatori, è andata a fuoco insieme alla confezione che sono state divorate dal rogo. Alla fine dell’intervento lo stabile è stato dichiarato momentaneamente inagibile e si attendono altri accertamenti da parte dei pompieri. Immediate le ricerche del padroncino, sparito nel nulla. Non è chiaro come si sia allontanato, visto che le telecamere lo hanno ripreso a piedi. Nessun dubbio, invece, sulle sue responsabilità: il sistema di videosorveglianza ha ripreso tutta la scena, sia fuori che all’interno del magazzino della Dag.
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