Uniti dalla musica all’Aquila Lei morta, lui è gravissimo

La storia dei fidanzati coinvolti nei crolli: entrambi hanno studiato nel capoluogo Ad Amatrice anche tre suore e quattro anziani dispersi tra le macerie di un istituto
INVIATO AD AMATRICE. La terribile scossa ha diviso il loro amore, nato tra dolci note. Anna Grossi, 21 anni, flautista diplomata al Liceo musicale dell’Aquila nell’anno scolastico 2014-2015. Claudio Leonetti, anch’egli 21enne, studia invece al Conservatorio Casella dell’Aquila. Nel capoluogo d’Abruzzo era sbocciato il loro amore. Nella terribile notte di Amatrice, Anna ha perso la vita, mentre Claudio è rimasto gravemente ferito. All’Aquila molti amici hanno cercato, fin dai minuti successivi alla scossa, di mettersi in contatto con i due. L’altra notte i fidanzati musicisti si trovavano insieme nella casa di lei, sbriciolata in quei pochi, tragici secondi. Tanti i messaggi di cordoglio sulla bacheca Facebook della giovane. Uno tra tanti, scritto dall’amica Marika: «Così eri... solare sempre pazza, sempre a ridere. Così ti voglio ricordare, le gite, le lingue, le risate!».
La triste storia dei due fidanzati, nella devastata Amatrice, si è intrecciata a quella di chi ce l’ha fatta e di chi no.
Sono ore di angoscia, per esempio, per le suore dell’istituto don Minozzi, all’ingresso del borgo che non c’è più. Tre sorelle dell’Ordine delle Ancelle del signore sono disperse. Con loro anche quattro anziani ospiti della struttura. Le suore hanno un’età compresa tra 75 e 80 anni: una è di Potenza, un’altra di Taranto e la terza di Rieti. Nell’edificio religioso si trovavano anche altre tre religiose: due sono ferite (una arriva dalla provincia di Potenza e l’altra da quella di Matera) e sono ricoverate negli ospedali di Rieti e Ascoli; una terza, albanese di Scutari, è rimasta illesa.
Salvi anche 15 ospiti che si trovavano in una struttura adiacente.
Tutto il resto della casa di riposo si è sbriciolato.
«Le speranze di trovare in vita le nostre sorelle e gli altri anziani ospiti sono ridottissime», è l’amaro commento di don Cesare Pagliozzi dell’Istituto don Minozzi di Amatrice, «la struttura dove si trovavano è completamente crollata. I cani delle unità cinofile non hanno fiutato tracce di vita e allora si è preferito scavare altrove. È un dramma che non finisce. Preghiamo per le vittime e per i vivi rimasti».
In serata don Antonio Giura, padre generale Famiglia dei discepoli di Ofena, ha deciso di accogliere gli anziani della casa di riposo.
«La scossa di terremoto che ha colpito e sconvolto la vita di tutta la cittadinanza di Amatrice ha coinvolto anche la casa di riposo Padre Minozzi lasciando gli anziani senza un tetto», afferma don Antonio Giusti, «immediata la decisione di trasportarli all’Oasi dei discepoli di Ofena. Il sindaco Antonio Silveri e l’amministrazione comunale si sono immediatamente attivati, affiancati dai sacerdoti della Famiglia dei discepoli e dalla Pro loco locale per facilitare l’operazione di accoglienza. Si è mossa anche la popolazione con un gruppo di giovani che non ha fatto mancare la preziosa collaborazione prodigandosi per alleviare gli inevitabili disagi di un trasferimento improvviso e certamente traumatico».
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