Uno psichiatra per l’omicida di Orlando

23 Maggio 2015

La difesa ottiene la perizia per provare a dimostrare che Grieco era prostrato da anni dai rumori del laboratorio

PESCARA. La prima mossa della difesa passa per una perizia psichiatrica su Giovanni Grieco, il buttafuori di 41 anni rinchiuso nel carcere di Teramo dal 6 maggio con l’accusa di aver ucciso il pasticciere Giandomenico Orlando. Sarà lo psichiatra di Villa Serena Raffaele De Leonardis a recarsi nel carcere per incontrare Grieco e capire, intanto, quali sono le sue condizioni attuali per approfondire, poi, se nella mente dell’uomo ci siano disturbi dovuti a quella pasticceria considerata troppo rumorosa.

Grieco ha agito in seguito a uno stato di frustrazione? L’aver vissuto a lungo sopra a una pasticceria considerata rumorosa ha influito sul suo equilibrio? Passa da qui il tentativo della difesa rappresentata dall’avvocato Paolo Marino per iniziare a picconare un’accusa che parla invece con un omicidio premeditato. Se il pm Rosangela Di Stefano sta guidando ancora le indagini della Squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana per dare forza all’ipotesi di un omicidio preparato, di un agguato studiato nei dettagli, la difesa di Grieco sta cercando invece di smorzare quel piano aggrappandosi quindi a una perizia psichiatrica.

L’idea della difesa, fin dall’inizio, è stata quella non di un omicidio ma di una «lezione da dare al pasticciere» – come aveva detto lo stesso Grieco al pm – e nata dopo aver assorbito per anni i rumori provenienti, secondo la difesa, da quel locale sotto l’abitazione di Grieco in via Puccini. Rumori che, sempre per l’avvocato, avrebbero tolto il sonno a Grieco e minato la sua stabilità. Adesso, sarà il consulente di parte a visitare l’uomo in carcere e a dire in che stato versa. Una tesi che è stata già scartata dalla famiglia del pasticciere ucciso a 67 anni la mattina del 6 maggio, che ha già urlato la sua rabbia contro un uomo che in passato aveva aggredito per due volte il figlio del pasticciere aggiungendo: «Grieco non è pazzo, Grieco voleva uccidere». La richiesta della perizia psichiatrica presentata da Marino è stata accolta dal gip e sarà lo psichiatria di Villa Serena a decidere quando iniziare i colloqui con Grieco. Nel frattempo, proseguono le indagini della Mobile volte a raccogliere ulteriori prove per rafforzare l’accusa di omicidio premeditato. Secondo il pm, infatti, quella mattina Grieco avrebbe teso un agguato al pasticciere uscito dal suo laboratorio in via Buozzi per fumare una sigaretta e gettare la spazzatura prima di essere raggiunto dalle coltellate poco prima delle 8. E’ da quell’ora che è iniziata la fuga di Grieco terminata 8 ore dopo con l’arresto dopo essere stato trovato su una panchina di Pineto. Per due volte, poi, il buttafuori è rimasto in silenzio davanti agli inquirenti fin quando non ha deciso di parlare al pm pescarese dando la sua versione.

«Non volevo uccidere», aveva detto il 41enne, «volevo solo dare una lezione al pasticciere». Una versione che, al momento, non ha cambiato il quadro accusatorio. (p.au.)

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