Uno squalo intrappolato nella rete da pesca: così l’abbiamo liberato

6 Gennaio 2024

Il pescatore Paolo Di Giulio racconta l’avventura in mare aperto «Ci aspettavamo sogliole, è spuntato un esemplare da due quintali»

MONTESILVANO. Tira su le reti posizionate in mare il giorno prima e invece delle classiche sogliole e cicale, trova uno squalo volpe di oltre 3 metri. Un’avventura che ha dell’incredibile quella capitata durante le giornate natalizie a Paolo Di Giulio, pescatore di Montesilvano e titolare di uno dei box nel mercatino sul lungomare della città, dove con sua moglie vende il pescato del giorno. La cattura accidentale del grande pesce, avvenuta a circa 2,2 miglia dalla costa di Montesilvano, e la sua complessa liberazione, è stata ripresa integralmente attraverso un video girato da Junior, un operatore di piccola pesca che lavora con Di Giulio sulla sua imbarcazione di 8 metri. Un filmato che, in queste ore, gira sui telefonini ed è diventato virale.
A raccontare quei 4 minuti e mezzo di adrenalina pura è proprio il pescatore montesilvanese: «Come ogni giorno, avevamo posizioniamo le reti da posta il giorno prima e poi di notte siamo andati a ritirarle», spiega. «Erano circa le 3.30 quando, ritirando su le reti, ci siamo resi conto che uno squalo volpe, lungo almeno tre metri e credo del peso di almeno due quintali, era rimasto intrappolato con la pinna dorsale nella lima di sughero. Inoltre, il pesce aveva un grande amo impigliato in bocca che sicuramente sarà stato frutto di un combattimento precedente con qualche pescatore». A quel punto Di Giulio prova innanzitutto a rimuovere l’amo dalla bocca dello squalo, utilizzando una mano per sollevare la rete e quindi il pesce e l’altra per afferrare l’amo con quello che aveva a disposizione. «Ho provato a utilizzare l’ancora, che è l’unico strumento che avevamo a bordo, per cercare di liberarlo dall’amo che aveva in bocca, ma non ci sono riuscito», prosegue. «Poi ho fatto di tutto per cercare di liberarlo dalla rete, sia perché volevo che sopravvivesse, sia perché era praticamente impossibile portarlo sulla barca». Dopo diverse manovre non semplici, dovute anche al fatto che il pesce intrappolato, nonostante fosse esausto, continuava a dimenarsi per lo spavento per cui appariva poco collaborativo, il pescatore montesilvanese è riuscito a liberarlo.
Tanta fatica, ma nessuna paura per l’operatore della piccola pesca che ammette, però, di non essersi mai trovato in una situazione simile nonostante i tanti anni trascorsi in mare: «Credo che sia una cosa che capita una sola volta nella vita», commenta, «perché le reti sono molto sottili e solitamente i grandi pesci, come anche i delfini, anche se si avvicinano a mangiare il pesce catturato, non rimangono mai incastrati. Sicuramente è una scena che non dimenticherò mai, anche perché noi, quando ritiriamo le reti, troviamo cicale, sogliole, ma non squali da due quintali. Però non ho avuto paura perché ho capito che era davvero stremato e quindi non mi è sembrato né aggressivo né pericoloso. Probabilmente era rimasto incastrato da diverse ore per cui non aveva più le forze. In caso contrario, sicuramente i rischi sarebbero stati maggiori».
Nessun danno rilevante, invece, per quanto riguarda le reti: «Sono reti sottilissime e molto delicate che bisogna cambiare almeno una volta al mese, per cui i danni veramente sono stati pari a zero».
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