uno stralcio della lettera del fidanzato

21 Novembre 2023

«Una presenza così numerosa oggi è la dimostrazione di quanto speciale fosse Federica. Ma chi era Federica? Lei era una stella caduta dal cielo, una ragazza bellissima, solare, gioiosa. Era la...

«Una presenza così numerosa oggi è la dimostrazione di quanto speciale fosse Federica. Ma chi era Federica? Lei era una stella caduta dal cielo, una ragazza bellissima, solare, gioiosa. Era la persona più intelligente che conoscessi, un vero portento. La sua vita era la medicina, lo studio. Lei non voleva diventare un medico, ma il medico, Diceva sempre: “Io sono quella che deve risolvere i problemi del paziente, non quella che per farlo deve inviarlo da altri medici”. Amava questa professione con tutta sé stessa ed era addirittura felice di studiare un tomo di microbiologia. Aveva un grande cuore, aiutava sempre tutti, aveva tantissimi amici che le volevano bene e continueranno a volergliene. Lei era il mio primo pensiero al mattino: nonostante ci vedessimo tutti i giorni in università, parlavamo al telefono già da appena svegli. Era il mio ultimo pensiero alla sera: prima di addormentarmi la chiamavo sempre per darle la buonanotte a voce e ricordarle quanto l’amassi. Questi sono stati giorni bui per me perché ho perso l’amore della mia vita. Voglio ricordarla com’era. Una ragazza splendida, un dono che mi è stato fatto dall’alto. Noi affrontavamo la vita in modi diversi, compensandoci l’uno con l’altro. Lei era un genio nello studio, io un po’ meno. Mi ricordo quando
preparavamo gli esami insieme e lei mi rimproverava sempre di non fare uno studio accurato: “Amore ma questo dettaglio è importantissimo, questo è fondamentale, questo non puoi non saperlo”. E tirava fuori dettagli presi da altri cento libri. Ecco non avevamo proprio lo stesso approccio. Eravamo però entrambi legati dalla passione per il lavoro che fortemente volevamo fare un giorno, per quello che
avevamo scelto di diventare, entrambi desiderosi di fare del bene in questo mondo, senza aspettarci nulla in cambio. Lei era una sognatrice: desiderava che ci laureassimo insieme e andassimo a vivere insieme in una bella città per la specializzazione».