Uno studio per prevenire le esondazioni del fiume

1 Novembre 2014

Popoli, nonostante gli interventi di ripulitura e sfoltimento l’allarme resta alto L’esperta delle Sorgenti del Pescara: compromessi gli equilibri dell’ecosistema

POPOLI. Un nuovo studio sarà attivato per la soluzione del problema delle esondazioni che da anni è nel mirino dell'amministrazione comunale.

Popoli, città delle acque e di un sistema fluviale complesso, nonostante gli interventi già messi in atto negli anni scorsi, a opera della Provincia, di ripristino dei deflussi con la ripulitura degli interramenti del fondo fluviale e lo sfoltimento della vegetazione sulle sponde, è comunque sempre a elevato rischio esondazione.

«Le cause risiedono però a monte», avverte la direttrice della riserva naturale Sorgenti del Pescara, l'agronoma Pierlisa Di Felice, «nel corso del fiume Aterno, dal quale si origina il Pescara, nei territori di Corfinio e Vittorito dove il letto del corso d'acqua è stato cementificato e sottoposto a interventi che hanno compromesso gli equilibri dell'ecosistema fluviale. Molto pesante fu, all'inizio degli anni 80, l'assalto subìto da numerosi corsi d'acqua della nostra regione, compreso il fiume Aterno e il fiume Sagittario, nelle zone ricadenti nei territori dei comuni di Corfinio, Vittorito e Popoli: questi fiumi furono messi a regime e resi rettilinei, le sponde dell'alveo di magra furono completamente artificializzate. Operando con azioni di incanalamento forzato», spiega ancora l'esperta, che recentemente ha pubblicato un libro con Carlo Cencini, ordinario di geografia dell'Università d Bologna e Francesco Corbetta, professore emerito di botanica dell'università dell'Aquila, «si sono ridotte le diverse possibilità di smaltimento di energia della piena: la mancata esondazione negli alvei di piena e nelle golene, la scomparsa dell'attività erosiva a danno delle sponde concave (che, di solito, oppongono resistenza per mezzo della vegetazione riparia), la tendenza alla rimozione delle asperità del fondo hanno avuto come unica conseguenza l'aumento della velocità e della forza distruttrice delle acque».

Il territorio di Popoli, zona critica di confluenza di acque fluviali e sorgive, è il primo che potrebbe subire le conseguenze nefaste di un’esondazione a causa di quanto riferisce la Di Felice. Dunque, lo studio che partirà da Popoli avrà tutto questo come premessa e gli interventi riguarderanno l'ingegneria naturalistica con realizzazione di vasche di espansione per regolamentare i deflussi, ripristino di un'adeguata vegetazione di copertura, arretramento parziale degli argini, realizzazione delle massicciate in alveo che costituirebbero possibili ripari e tane per le specie ittiche, oltre a creare possibilità di sviluppo della vegetazione acquatica. A Popoli sarà nominato un gruppo di lavoro di esperti che curerà uno studio di fattibilità e il reperimento delle risorse necessarie.

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